I lavoratori frontalieri, così come i dimoranti in Svizzera con permesso L e B, pagano mensilmente sul proprio salario le imposte alla fonte, tramite l’applicazione diretta effettuata dal datore di lavoro. 

Poiché l’aliquota dipende da diversi elementi – salario e sue componenti, situazione familiare, grado di occupazione, periodo effettivamente lavorato nell’anno e altri fattori – può accadere che l’imposta venga calcolata in modo non corretto. È quindi importante ricordare che la responsabilità del controllo delle proprie imposte e del loro regolare pagamento resta in capo al lavoratore!

Per questo OCST, anche quest’anno, mette a disposizione dei propri associati il servizio di controllo delle imposte alla fonte, così da verificare che le trattenute effettuate nel 2025 siano state corrette.

Oltre al controllo, in alcuni casi è possibile fare un passo ulteriore: tramite il sindacato si può avviare la pratica di tassazione correttiva, con eventuale rimborso parziale delle imposte pagate. Questa possibilità riguarda solo le seguenti categorie:

- i “vecchi frontalieri fiscali”, cioè i lavoratori con permesso G (o notifica/ cittadinanza svizzera) domiciliati in un Comune italiano di confine e con rientro giornaliero, che risultavano già tali in un arco temporale compreso tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023

- i titolari di permesso B che, in determinate situazioni, possono avere convenienza a richiedere il passaggio alla tassazione ordinaria svizzera in luogo di quella alla fonte.


La correttiva può essere effettuata in questi casi:

- errori di aliquota o tabella applicati dal datore di lavoro;

- persone separate/divorziate che versano assegni di mantenimento per i figli fino ai 18 anni;

- lavoratori stagionali che, nei mesi di non lavoro, hanno percepito la disoccupazione italiana (NASPI);

- lavoratori con contratti a ore o su chiamata che hanno lavorato a tempo parziale o solo per una parte dell’anno.

È importante muoversi per tempo: il termine perentorio per presentare la pratica di tassazione correttiva relativa al 2025 è il 31 marzo 2026.

Invitiamo quindi le associate e gli associati interessati a contattare quanto prima il proprio Segretariato regionale (idealmente entro inizio marzo) per richiedere il controllo delle imposte alla fonte 2025 e, qualora ne ricorrano i presupposti, avviare senza ritardi la pratica di tassazione correttiva.