Ogni giorno pronunciamo un flusso continuo di parole, una quantità difficilmente calcolabile, anche perché non sono solo quelle che diciamo ad alta voce, bensì molte sono in un soliloquio interno che solo noi sappiamo. Quindi calcolarle è quasi impossibile, ma su cosa possiamo porre l’accento, dove possiamo portare la nostra attenzione? 

La prima risposta è senz’altro sulla scelta delle parole che usiamo. Perché importante usarle meglio? Come scrive Vera Gheno, sociolinguista specializzata in comunicazione digitale e non solo, “ognuno di noi è le parole che sceglie: conoscerne il significato e saperle usare nel modo giusto e al momento giusto ci dà un potere enorme, forse il più grande di tutti.” Abbiamo, quindi, un grande potere che, mai come oggi, è fondamentale saper gestire al meglio. Le parole che pronunciamo, scriviamo, pensiamo...sono intorno a noi e dentro di noi. Conosciamo davvero il potere delle parole? E se sì, come le uso? 
Il 25 novembre 2025 - Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne - abbiamo organizzato con OCST donna-lavoro in collaborazione con il CFP-Centro di Formazione Professionale dell’OCST, un evento dal titolo emblematico “Rosso – parole che feriscono – parole che curano”, una pièce teatrale che racconta la violenza in tutte le sue forme e la possibilità di trasformare il dolore in consapevolezza. 
La trasformazione del dolore passa attraverso le parole, la narrazione che riusciamo a fare di chi siamo, di chi vorremo essere, di cosa possiamo fare, di cosa vogliamo, di come lo vogliamo, e passa, lo sottolineo nuovamente, dalla scelta delle parole che scegliamo di pronunciare, di scrivere, di condividere. Affinché, questa trasformazione avvenga ci vuole impegno, costanza, attenzione e volontà che qualcosa di diverso, di autentico e di vero possa attuarsi. Vi invito ad un atto di onestà con voi stesse/i, proprio ora, quante parole di sostegno, di incoraggiamento, di apprezzamento avete rivolto a voi stesse/i? E quante le avete rivolte a chi vi sta a cuore? E quante ne avete rivolte a chi collabora con voi che sia sul posto di lavoro oppure in contesti relazionali privati.
Partiamo da noi, iniziamo a scegliere parole benevole, cerchiamo nuove parole per esprimere il nostro mondo emozionale che è il vero ponte da attraversare per incontrare l’Altro e per instaurare rapporti che ci nutrono.

Marina Bernardo Ciddio
Counselor psicosociale
Consulente Servizio Progetto Mosaico