La novità in breve
Martedì 22 luglio, Regione Lombardia ha incontrato i rappresentanti sindacali dei frontalieri di CGIL, CISL e UIL per discutere della cosiddetta “tassa sulla salute” per i vecchi frontalieri.
Durante il confronto, Regione Lombardia ha comunicato che è in fase di definizione il decreto attuativo per l'applicazione della norma. La Regione ha anche affermato che verrà applicata la tariffa minima, ovvero il 3%.
I sindacati italiani, in linea con quanto da sempre espresso dai sindacati svizzeri, hanno confermato la propria contrarietà all'introduzione di questa tassa in quanto si tratterebbe di una doppia imposizione del reddito, pertanto in contrasto agli accordi bilaterali. Hanno inoltre richiesto la trasformazione dell'imposta in un contributo volontario, al fine di superare i dubbi di incostituzionalità. La Regione ha confermato, al contrario, la volontà di procedere nella forma impositiva e tuttavia ha aperto alla possibilità di utilizzare il 30% del gettito per finanziare la costituzione di un welfare di frontiera.
Resta ancora da chiarire la posizione che manterranno le altre Regioni (Piemonte e Valle d’Aosta).
I sindacati italiani e svizzeri organizzeranno pertanto delle nuove assemblee territoriali per informare i frontalieri sullo stato della vertenza.
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