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Articolo del giornale "il Lavoro" sull'assemblea del 30 novembre

Verso il Congresso 2024 - Quanto vale il tuo tempo?

Il 30 novembre si è svolta la prima assemblea di preparazione al Congresso 2024. Scopo di questa serie di incontri è quello di discutere insieme il Programma d’azione 2024-2028 del nostro sindacato: quali i temi più rilevanti per il mondo del lavoro?

E che cosa ne pensano le associate e gli associati all’OCST? 

Durante questo primo incontro è stato trattato il tema del benessere in azienda: che ruolo ha in questo senso la cultura aziendale? E quanto è importante la gestione del tempo rispetto al benessere?

L’incontro, che è stato moderato da Nenad Jovanovic, vicesegretario regionale OCST del Mendrisiotto, è stato introdotto dalla video intervista ad Alberto Busnelli, consulente in materia di sviluppo delle risorse umane, organizzazione e leadership (vedi sotto). Hanno partecipato alla discussione Moreno De Ambrosis, responsabile della gestione del personale per la 7 For All Mankind, e Matteo Turazzi e Alessandra Hädener membri della commissione del personale di un’importante azienda industriale del Luganese.

Secondo Moreno De Ambrosis, è proprio dalla cultura che scaturisce l’esigenza dell’azienda di impegnarsi per migliorare il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori. Alcune aziende lo fanno per natura più di altre. Il sindacato funge da facilitatore del dialogo, trasmettendo inoltre, come un virus, le esperienze positive maturate dalla contrattazione collettiva in vari ambiti. «Posso confermare che il sindacato non è stato, come pensano alcuni, un ostacolo al buon funzionamento dei processi aziendali, tutt’altro», ha concluso De Ambrosis. «Con l’introduzione del contratto collettivo sul quale abbiamo lavorato con Nenad, abbiamo aumentato il coinvolgimento e la produttività che ci ha portato ad un biennio di risultati record».

Secondo Alessandra Hädener la chiave del benessere è legata al concetto di identità, di appartenenza all’interno dell’azienda, alla consapevolezza del proprio valore. Anche per Matteo Turazzi il lavoratore deve essere considerato e valorizzato. L’utile deve smettere di essere l’idea fissa nelle aziende. I risultati sono una conseguenza di quanto fanno le lavoratrici e i lavoratori e di come stanno. 

Per le aziende che fanno parte di un contratto nazionale nel quale le regole di base sono già scritte è più difficile proporre elementi innovativi. Ma bisogna insistere e, in una trattativa complessa come quelle che avvengono a livello nazionale e nella quale si tende a ridurre la discussione al minimo, il ruolo del sindacato è chiave. Quando i contratti collettivi coprono aziende dello stesso settore, ma di natura diversa, sarebbe interessante proporre, a fianco della regolamentazione nazionale, dei contratti aziendali personalizzati e su misura.

«Rispetto alla discussione sull’orario di lavoro, che in tanti ambiti è tabù, già nel 1951 c’era chi metteva in discussione il sabato e la domenica paventando una riduzione della crescita. Mons. Del-Pietro, storico segretario cantonale dell’OCST, segnalava al contrario che era stato misurato un aumento della produttività», ha sottolineato Jovanovic.
«Il tempo deve essere qualità». È con questo slogan significativo che Turazzi ha introdotto il tema della fiducia. Il collaboratore deve percepire la fiducia e la reciprocità. Quanto l’azienda concede per venire incontro alle esigenze extralavorative dei collaboratori è percepito come un segnale di fiducia che viene poi restituita. Alessandra Hädener ha inoltre sottolineato come un clima sereno sul lavoro aiuti ad affrontare i problemi e i cambiamenti.

L’incontro si è concluso con un altro tema essenziale al benessere: la crescita professionale e umana tramite il lavoro, che garantisce la collocabilità delle persone lungo tutta la carriera lavorativa. Secondo De Ambrosis il lavoro in generale qualifica l’essere umano. «Se le persone stanno bene, possono entrare nella società in modo positivo». Turazzi ha aggiunto che le persone devono essere formate, oltre che sugli aspetti tecnici, anche sulla comunicazione, la relazione e la gestione dei conflitti. Nel dare la possibilità di imparare, bisogna concedere anche la possibilità di sbagliare. 

Appuntamento dunque al 18 gennaio per la discussione sul tema «Salute sul lavoro» (vedi sotto).

Benedetta Rigotti

Intervista - Il senso del lavoro

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