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Non finiremo mai di ringraziare tutti coloro che in questi mesi si sono prodigati per garantire il sostegno a tutta la popolazione e alle persone più deboli della nostra società, assumendo un maggior rischio per la propria salute e un sacrificio per la famiglia.

In prima linea certamente chi è attivo nel settore socio-sanitario, ma ricordiamo pure lavoratrici e lavoratori di altre professioni che hanno continuato a lavorare a nostro servizio per garantire la sicurezza, le aperture dei negozi, i trasporti pubblici e ora anche le scuole e tante altre attività che sono risultate indispensabili in questo difficile momento.

Tra questi ci sono anche i funzionari dei corpi di Polizia che sono rimasti a disposizione ben oltre i loro usuali turni di lavoro per garantire la sicurezza a tutti i cittadini. Da parte loro non è mai stato messo in discussione l’aumento del carico di lavoro e delle responsabilità, proprio perché coscienti di essere chiamati a svolgere un’importante compito in una situazione di grave emergenza.

Dispiace tuttavia che in questi giorni, anziché ricevere sostegno e complimenti per il loro operato e per averlo svolto in situazioni oggettivamente difficili, i collaboratori della Polizia Cantonale sono venuti a conoscenza di alcune nuove e peggiorative modifiche sulla pianificazione degli orari di lavoro senza che le stesse fossero state discusse con le organizzazioni che li rappresentano e senza coinvolgere i diretti interessati.

Non possiamo che esprimere rammarico per questo procedere e abbiamo chiesto al Comando della Polizia Cantonale di pianificare in tempi brevi un incontro con i sindacati per tornare a discutere sull’organizzazione del servizio e sui prossimi passi che s’intende attuare. Anche in un periodo di emergenza, occorre tener in considerazione le esigenze dei funzionari e delle loro famiglie.

Lorenzo Jelmini