Un anno fa il 14 giugno aveva luogo lo Sciopero delle donne che ha portato in piazza in tutta la Svizzera moltissime persone, oltre diecimila solo in Ticino, a protestare contro la disparità, la violenza e per chiedere considerazione e rispetto a tutti i livelli. Domenica 14 giugno si è voluto richiamare quel momento importante con un’iniziativa organizzata dalla rete Nate il 14 giugno cui anche OCST donna-lavoro appartiene, commisurata, come dimensioni, alle misure di distanza sociale previste dalla Confederazione e tuttavia molto intensa e partecipata anche sul web, in radio e sui media in generale.

Sabato 10 ottobre si è tenuto a Manno l’ultimo incontro degli Stati Generali delle Donne organizzati da OCST donna-lavoro. L’incontro, moderato da Luigi Maffezzoli che ha messo in evidenza, di volta in volta, gli elementi critici della discussione, si è snodato da un primo confronto tra Monica Duca Widmer, presidente dell’USI, e Beatrice Fasana, direttrice d’azienda, su «Lavoro e carriera», ad un intervento dell’economista Evaristo Roncelli ad una tavola rotonda conclusiva alla quale hanno partecipato anche Marina Carobbio, Consigliera agli Stati, e Christian Vitta, Consigliere di Stato.

Lo scorso 30 giugno Davina Fitas, responsabile di OCST donna-lavoro, e Diana Camenzind hanno presentato alla stampa la piattaforma Respect8-3.ch. Nell’articolo trovate il contenuto dei loro interventi.
Renato Ricciardi, che ha aperto l’incontro, ha espresso le sue preoccupazioni: «Il 2020 si era aperto come un anno pieno di grandi prospettive, aperto ai giovani e alle loro istanze di cambiamento ambientale, economico e sociale. Vediamo ora come dobbiamo impegnarci perché, anche in questo momento di grande difficoltà, non prevalga l’ostinazione verso il mantenimento dello stato attuale delle cose, ma si guadagni un’apertura al cambiamento e a una visione diversa dei problemi e delle prospettive.

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