Comunicato stampa

 

LADILa nuova LADI (legge sull’assicurazione disoccupazione) è ormai alle porte.

La sua entrata in vigore a partire dal 1. aprile comporterà un taglio significativo delle prestazioni e decreterà la cessazione anticipata delle indennità per un numero rilevante di disoccupati (il 10-12% degli attuali beneficiari secondo le stime della SECO, ciò che equivale a circa 16.000 disoccupati a livello svizzero e a circa 1.000 in Ticino). In tale prospettiva, l’OCST ha tempestivamente additato la necessità di premunirsi contro i prevedibili contraccolpi della nuova legge.

Un duplice motivo di preoccupazione

Le preoccupazioni sono tanto più acute poiché la nuova LADI va ad innestarsi su una situazione occupazionale che permane cupa. In Ticino, il tasso di disoccupazione registrato a gennaio (5,8%) riproduce quello di un anno fà, quando si era nel vivo della crisi economica. Dal profilo occupazionale, i segnali di ripresa non hanno cioè ancora prodotto gli effetti auspicati. Il Ticino appare del resto in una posizione sfavorita poiché su piano nazionale il tasso di disoccupazione, nell’arco dell’ultimo anno, è invece regredito.

Conseguenze non solo in termini di minore reddito

In questo contesto occupazionale, l’arretramento della LADI lascia scoperta un’area socialmente delicata. Le minori prestazioni della legge saranno fonte di disagio per non pochi disoccupati. Il più ridotto numero di indennità, sottraendo reddito ai beneficiari dell’assicurazione disoccupazione, convoglierà una più ampia quota di disoccupati verso l’assistenza sociale. Le conseguenze si misureranno però non solo in termini di minore reddito ma anche di inferiori sostegni al collocamento. I provvedimenti volti a favorire il ricollocamento risulteranno meno accessibili. Ad essere penalizzati dalla nuova LADI saranno soprattutto i disoccupati di lunga durata e i giovani al termine della formazione.

Uno strumentario valido ma divenuto incompleto

Le maggiori difficoltà occupazionali sempre riscontrate in Ticino hanno indotto già in passato a varare misure che ampliano e completano lo strumentario della LADI. Queste misure sono oggi codificate dalla legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc). Vi sono in particolare previsti gli incentivi all’assunzione e i bonus di inserimento in azienda.

La necessità di supplire almeno in parte alle ridotte prestazioni della LADI impone ora un ulteriore potenziamento delle misure cantonali. Ne è consapevole anche il Consiglio di Stato che, per il tramite di un apposito Messaggio, propone il finanziamento cantonale di corsi sulle tecniche di ricerca dell’impiego in favore dei disoccupati in periodo di attesa (soprattutto i giovani) e di coloro che si vedranno interrompere le indennità anticipatamente. E’ proposto un intervento cantonale sostitutivo anche in favore di chi intenda mettersi in proprio senza potere usufruire dei corsi di formazione sussidiati dalla LADI.

Un passo insufficiente

L’OCST, pur valutando positivamente lo strumentario odierno, ritiene che le ricadute della LADI vadano arginate con provvedimenti ben più corposi. Occorre cioè andare ben oltre le proposte del governo cantonale. Viene chiesta in particolare l’adozione di misure quali:

- prestazioni aggiuntive (indennità cantonali)

Occorre scongiurare la confluenza di un numero accresciuto di persone verso l’assistenza sociale. A questo scopo si sollecita l’introduzione di prestazioni cantonali sotto forma di indennità che suppliscano a quelle cancellate dalla LADI. La loro erogazione potrebbe essere eventualmente subordinata a criteri di reddito familiare. Si rammenta che in passato - del resto su proposta dell’OCST- una simile soluzione era già stata adottata.

- consulenza e assistenza individuale

Le persone che si vedranno interrompere le prestazioni devono potere contare su una consulenza ed assistenza personalizzata ad opera di collaboratori degli Uffici regionali di collocamento o di altre istanze (Casse disoccupazione..). E’ indispensabile che, dovendo fare fronte ad una situazione delicata non solo dal profilo finanziario, possano ricevere appositi consigli e sostegni.

- provvedimenti del mercato del lavoro

Le persone sottoposte ad un periodo di attesa di 6 mesi (in particolare i giovani al termine della formazione) devono potere continuare a beneficiare dei provvedimenti che concorrono ad agevolarne l’inserimento nel mondo del lavoro. Nei casi di comprovata utilità, devono cioè potere essere inseriti in misure quali: corsi di bilancio, stages, corsi di formazione, aziende di pratica commerciale, programmi di occupazione. Non ha senso attendere sei mesi per poi concentrare nel periodo successivo (4 mesi) durante il quale i giovani hanno diritto alle indennità, le misure volte a facilitarne il collocamento.

- terziario alla lente

Diversamente dagli altri settori, è soprattutto nel terziario che possono prodursi situazioni di concorrenza tra manodopera locale ed estera a scapito della prima. I più esposti sono i giovani poiché non dispongono di una consolidata esperienza professionale. Si chiede perciò che, nell’ambito della Commissione tripartita sulla libera circolazione delle persone, le nuove entrate di manodopera estera riferite al settore terziario siano oggetto di una verifica sistematica. Occorre cioè sottoporre le aziende ad una pressione che le induca ad assumere una precisa responsabilità nell’assunzione prioritaria di manodopera locale.

Agire in ambito cantonale

A poche settimane dall’entrata in vigore della nuova LADI si fanno ancora più tangibili le inquietudini per l’impatto che ne conseguirà. L’OCST si sta muovendo anche sul piano federale nel tentativo di attenuare alcune ricadute della nuova legge. Dopo le decisioni parlamentari, confermate dal popolo in votazione, è però in ambito cantonale che sussistono i maggiori margini di manovra. Si auspica perciò che il Cantone entri senza remore a coprire gli spazi deplorevolmente lasciati liberi dalla LADI.

OCST

Segretariato cantonale

M. Robbiani