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A corto di motivazioni serie, nel tentativo invano di salvare almeno la faccia, l’Associazione Industrie del Granito Ticinese (AIGT) chiude le porte in faccia ai propri lavoratori interrompendo le negoziazioni per il ripristino di una soluzione contrattuale equilibrata.

Dopo l’intervento di mediazione del Presidente del Consiglio di Stato, on. Manuele Bertoli, i rappresentanti delle parti si sono incontrate due volte per dare un contenuto ad un accordo passerella valido sino a fine anno 2015.

L’approccio a questa negoziazione particolare dell’AIGT si è focalizzato sullo schema “rilasciateci senza fiatare la dichiarazione di rispetto del contratto collettivo di lavoro, ripristino senza modifiche salariali del CCL cantonale scaduto il 31.12.2011 e per il mantenimento del pensionamento anticipato a 60 anni non vi garantiamo nulla”. In buona sostanza, voglio tutto e non concedo nulla. Un metodo di trattativa tra partner contrattuali che non merita di essere ulteriormente commentato.

La mediazione offerta dal lodevole Consiglio di Stato può pertanto essere ritenuta fallita. Le cave di granito ticinesi associate all’AIGT non potranno pretendere il rilascio della dichiarazione di rispetto del CNM edilizia principale e, con essa, partecipare ai concorsi pubblici. Solo chi potrà provare di aver adattato i contenuti salariali e contrattuali del citato CNM nel corso degli anni 2012, 2013, 2014 e negli anni futuri, potrà concorrere ad appalti pubblici.

I lavoratori del granito si preparano pertanto ad una dura stagione di lotta nelle cave: per la propria dignità, per il proprio contratto collettivo di lavoro e per garantirsi anche in futuro di un modello di pensionamento anticipato a 60 anni equilibrato e necessario.

OCST - UNIA