Nel caso dei lavoratori frontalieri l’home office sottostà ad alcuni vincoli e limiti ben precisi.

In base ai Regolamenti comunitari n. 883/04 e 987/09, il frontaliere può trascorrere in telelavoro (o comunque in lavoro da remoto dall’Italia) al massimo il 25% del tempo totale annuo di lavoro. Se si supera questa soglia, l’azienda svizzera è tenuta a pagare i contributi sociali all’INPS e a interrompere il versamento del contributo AVS.

Inoltre, in base all’Accordo fiscale sui frontalieri del 1974, il lavoratore è tenuto a dichiarare in Italia la porzione di reddito maturata durante i giorni trascorsi in telelavoro (anche se molto spesso l’imposta dovuta è bassa se non pari a zero in virtù del sistema di franchigie e detrazioni fiscali previste dall’ordinamento italiano).

Fanno eccezione i frontalieri residenti oltre la fascia di frontiera, i quali sono già tenuti a dichiarare l’intero reddito annuale in Italia.

 

Telelavoro durante la fase Covid-19

I governi di Italia e Svizzera il 20 giugno 2020 hanno siglato un documento d’intesa sul telelavoro per regolarizzare tutti quei frontalieri che – a causa delle misure di contrasto del Covid-19 – hanno lavorato (e lavorano tuttora) da casa.

Con questa intesa, “in via del tutto eccezionale e provvisoria, si accetta che […] i giorni di lavoro svolti nello Stato di residenza, a domicilio e per conto di un datore di lavoro situato nell’altro Stato, a seguito delle misure adottate per combattere la diffusione del Covid-19, sono considerati giorni di lavoro svolti nello Stato in cui la persona avrebbe lavorato e ricevuto il corrispettivo salario, lo stipendio e le altre remunerazioni analoghe”.

In sintesi, da quando è scoppiato il Covid-19, tutto il telelavoro svolto dai frontalieri dalla propria abitazione in Italia sarà considerato dalle autorità nazionali come lavoro svolto regolarmente in Svizzera, senza dunque alcuna implicazione sul piano fiscale e previdenziale.

Per avere informazioni più approfondite potete contattare l’Ufficio Frontalieri OCST (servizio riservato ai soci del sindacato).