L'appello dell'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII (1891) perché i cristiani, condannato il liberalismo e il socialismo, si impegnino nel campo sociale a costituire dei sindacati cristiano-sociali lascia per un po' di tempo indifferente il mondo cattolico ticinese, affaccendato (e diviso al suo interno) soprattutto in questioni partitiche e politiche. Nel 1902 si costituisce un Circolo cantonale di studi politico-sociali, che rappresenta il primo tentativo di un'azione coordinata dei cattolici nel campo sociale e, a partire da quell’anno, iniziano poi a formarsi le prime Leghe Operaie Cattoliche (LOC) soprattutto nel Locarnese e nel Bellinzonese, per opera di don Carlo Roggero (1868-1938,) e di don Luigi Simona (1874-1968).
Don Simona (il “padre” del movimento cristiano-sociale ticinese ) nel 1906 fonda a Locarno un piccolo primo segretariato operaio stabile, che stampa anche il mensile Bollettino del Bureau Popolare; l’anno seguente il bollettino si rafforza e diventa il quindicinale La Gazzetta del Lavoratore, organo delle LOC, delle Leghe agricole e del segretariato. Il movimento leghista non riesce però a espandersi veramente e mantiene soprattutto un carattere morale-religioso, tipico del popolarismo interclassista cattolico del tempo; vi è però un primo interessante tentativo di prendere le difese dei lavoratori in nome della fede cristiana.