Importante per l'OCST è la decisione del vescovo di Lugano mons. Aurelio Bacciarini di affidarne la direzione a don Luigi Del Pietro, che diventa segretario dell'Organizzazione il 1. settembre 1929. Del-Pietro grazie al suo grande carisma e sempre molto fedele all’insegnamento sociale della Chiesa, riesce a rifondare e rilanciare il sindacato, che deve lottare contro l’ostilità dei sindacati di area socialista e anche contro buona parte del padronato (pure di area cattolica) e del mondo “benpensante”.
Gli anni Trenta sono caratterizzati dalla grande crisi economica, che colpisce il Ticino in maniera forte e provoca migliaia di disoccupati. Nel 1933 riprende la pubblicazione de Il Lavoro e viene aperta la Casa del Popola a Lugano, nuova e più grande sede del sindacato (in precedenza il piccolo ufficio era situato in via Cattedrale 4) . L'OCST alla fine degli anni '30 raggiunge dal punto di vista numerico la Camera del Lavoro e diventa poi il sindacato più rappresentativo in Ticino.
Il sindacato cristiano-sociale si sviluppa grandemente, sotto l’impulso di don Del-Pietro, costituisce numerosi servizi (cassa-malati, cassa-disoccupazione, cassa soccorso e prestiti, consulenza legale, segretariati femminili e agricolo, le colonie marittime e montane Leone XIII, …) e si radica in modo capillare sul territorio, grazie alla progressiva apertura di sedi regionali (Chiasso, Bellinzona, Mendrisio, ecc.). In quegli anni Del-Pietro sceglie e si circonda delle persone che saranno a lungo i suoi principali collaboratori: Giovanni De-Giorgi (1911-95), Gianni Nessi (1914-2005), Angelo Pellegrini (1916-93), Agostino Bernasconi (1914-51), Vittorio Toriani (1915-90), ecc. . Negli anni Trenta don Del-Pietro seguendo le direttive del magistero della Chiesa, si entusiasma per il modello corporativo cattolico, un progetto sociale inteso a superare la questione sociale eliminando la lotta di classe e cercando la collaborazione fra capitale e lavoro.
Questo progetto rimane però sulla carta e non riesce a concretizzarsi in casi precisi, e sarà poi abbandonato dopo la metà degli anni Quaranta; da notare comunque che a partire dal 1937 – per iniziativa del sindacato dei metallurgici e orologiai (FOMO) aderente all’USS – in Svizzera iniziano a diffondersi i collettivi basati sulla pace del lavoro. Paradossalmente proprio a partire dalla seconda metà degli anni ’30 l’OCST, guidata da Del-Pietro, comincia a organizzare degli scioperi anche importanti, quando il caso lo esige. (Foto: 1936, Sciopero degli elettricisti)