La guerra inaugura un periodo difficile anche per i lavoratori svizzeri, le tensioni non mancano, non vi è una pace sociale assoluta ma vi sono anche alcuni duri scioperi. Nell’autunno del 1940, per iniziativa di Del-Pietro, nasce la Comunità sindacale ticinese (CST), interessante momento di collaborazione concreta con la Camera del Lavoro su singole questioni (CCL, assicurazione cassa-disoccupazione, ecc.).
A partire dal 1943 riprende un forte attivismo sindacale, impegnato ad assicurare una migliore protezione del lavoro in vari campi. Segno di questo è il fatto che alla fine del 1944 il parlamento accetta un messaggio governativo e riconosce finalmente l’OCST, che ottiene un sussidio governativo e l’eguaglianza di trattamento con la CdL. Nei due ultimi anni di guerra importante anche l’aiuto e l’accoglienza che il movimento cristiano-sociale, insieme ad altre forze, dà a molti rifugiati antifascisti italiani. Da segnalare anche la partecipazione sindacale alla generosa “Azione aiuto alla popolazione dell’Alta Italia”, coordinata dalla Caritas diocesana e diretta da Francesco Masina.