Siamo ormai in piena globalizzazione, e gli accordi bilaterali con soprattutto l’entrata in funzione della libera circolazione della manodopera (dal 2002) inaugurano un nuovo e delicato periodo.
È un periodo di grande ristrutturazione anche nel mondo sindacale: nel 2003 nasce Travail.Suisse (nuova organizzazione mantello che unisce la vecchia Federazione svizzera dei sindacati cristiani con altri raggruppamenti, tra cui l’OCST) e l’anno seguente a livello svizzero si costituisce l’UNIA; finisce la storica collaborazione con la cassa malati CSS.
Il sindacato, tramite anche i suoi congressi del 2000, 2005 e 2010, deve ristrutturarsi, riprogettare il suo cammino e far fronte alle nuove situazioni: nuovi impegni, un forte impulso nel settore della vendita, lotta contro il lavoro atipico e precario, lotta e impegno contro la disoccupazione e la “riorganizzazione” dei servizi pubblici, ecc. La responsabilità sociale dell’impresa e dell’economia, insieme al primato del lavoro, vengono fortemente ribaditi. Il Ticino, regione di frontiera, deve reagire contro gli effetti negativi degli accordi bilaterali. L’OCST anche in questi difficili tempi ribadisce la centralità del lavoro, la sua volontà di dialogo sociale e di forte difesa e mobilitazione dei lavoratori. La crisi del 2008 contribuisce al degrado del mercato del lavoro cantonale (aumenta il precariato, il lavoro interinale, il dumping salariale e sociale,…) e il forte aumento dei lavoratori frontalieri – categoria di lavoratori che sostanzialmente costituisce una risorsa per l’economia cantonale - desta preoccupazione presso una parte dell’opinione pubblica: il Ticino approva il referendum “Contro l’immigrazione di massa”  nel 2014.
Il congresso sindacale del 2016 (“Per un’economia che valorizzi il lavoro”) ribadisce l’impegno nei riguardi delle nuove sfide, con la volontà di coniugare come sempre gli strumenti del dialogo, della mobilitazione e della lotta, quando necessario. Vi è un importante cambiamento ai vertici sindacali: Meinrado Robbiani e Fausto Leidi sono sostituiti da Renato Ricciardi e Aldo Ragusa, sempre con la presidenza di Bruno Ongaro. Il 2019 è l’anno del centenario del sindacato cristiano-sociale, che affronta le sempre nuove problematiche sociali con rinnovato vigore. Le nuove sfide date dai cambiamenti socio-economici sempre più veloci (nuove tecnologie, intelligenza artificiale,…), oltre alle conseguenze della grave pandemia del Corona virus del 2020-22 e alle nuove guerre - con relativo aggravamento della situazione politica internazionale - purtroppo recentemente scatenatesi provocano nel mondo del lavoro delle novità e delle criticità che il sindacato deve saper affrontare. Il congresso del 2024 vede anche un nuovo cambiamento fra i dirigenti: il segretario cantonale Ricciardi e il presidente Ongaro sono sostituiti rispettivamente da Xavier Daniel e da Gianluca D’Ettorre.