Menu

  • Home
  • Il Sindacato
  • Aderisci!
  • L'OCST è anche
  • il Lavoro
  • Comunicati e news
Fondazione Mons. Luigi Del Pietro Fondazione Mons. Luigi Del Pietro

  • Home
  • La fondazione
  • Storia dell'OCST
  • Mons. Del-Pietro
  • Archivio
  • Pubblicazioni

1946-1949

Dettagli
Alberto Gandolla
Mons. Del-Pietro
02 Gennaio 2025
Visite: 376

L'immediato dopoguerra costituisce un altro periodo delicato, per la necessità di recuperare i salari svalutati e di migliorare altre condizioni di lavoro. Don Del-Pietro in occasione del congresso sindacale del 1946 elabora le "Direttive di marcia", un notevole documento - definito da mons. Biffi una vera "magna charta" del sindacalismo cristiano-sociale - in cui analizza i nuovi bisogni del momento ed avanza un insieme di proposte pratiche e di profonde riforme da perseguire. Riprende forte anche la concorrenzialità con i sindacati aderenti alla Camera del Lavoro e di nuovo si assiste anche a molte agitazioni e a importanti scioperi. Ricordo almeno quello dei falegnami del 1949, durato ben 3 mesi e coronato da un buon successo (nuovo contratto collettivo, miglioramenti salariali e introduzione degli assegni familiari, allora ancora una novità e sostenuti in quel momento solamente dai cristiano-sociali).

Nel 1947 inizia (e durerà ben vent'anni), in nome del laicismo, l'alleanza di sinistra fra socialisti e liberali; i conservatori vanno all'opposizione e viene eletto a sorpresa in governo Agostino Bernasconi, un cristiano-sociale definito da Del-Pietro in una lettera del 1949 esistente in archivio - il riferimento è a questioni politiche - "un poco il capolavoro della mia vita". In vista di queste importanti votazioni vi era stato un accordo fra Giuseppe Lepori e don Del-Pietro, nel quale veniva in pratica ufficializzata l'ala cristiano-sociale nel partito. Da notare che Del-Pietro aveva anche contribuito in grande parte alla stesura dei "Postulati sociali", un insieme di principi di carattere sociale che completavano il programma del Partito. L'OCST diventa dunque in questo difficile periodo un vero punto di riferimento per tutto il PCD, e un serbatoio dove trovare nuove forze, anche se purtroppo già nel 1951 Bernasconi muore in un tragico incidente. 
Francesco Masina è eletto nello stesso anno al Consiglio Nazionale di Berna e vi rimane per due quadrienni, e in questo modo il sindacato si apre a problematiche federali; questa importante dimensione nazionale sarà poi più tardi seguita e approfondita dal lavoro a Berna compiuto dall'avvocato Camillo Jelmini (che presiederà l'Organizzazione dal 1987 al 1996). 

Don Del-Pietro si batte in favore dell'emancipazione sociale e politica delle lavoratrici, delle donne, iniziata già a partire dagli anni Trenta. Sono piuttosto noti i suoi dieci articoli intitolati "Lettere di Crispinilla", scritti sul Lavoro  dal giugno al novembre 1946, in occasione di una prima votazione nazionale sul diritto di voto femminile; il congresso, nel mese di ottobre,  non accetta però la risoluzione di Del-Pietro, che chiedeva di appoggiare esplicitamente il voto alle donne; allora il sacerdote ha uno dei suoi famosi scatti e arrabiatissimo... minaccia di dimettersi da "il Lavoro"; poi  si riprende e - dopo la sconfitta nella votazione - afferma il dovere di una difesa ancora più energica dei diritti della donna.

1940

Dettagli
Alberto Gandolla
Mons. Del-Pietro
02 Gennaio 2025
Visite: 371

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, in un momento quindi molto difficile, don Del-Pietro prende un'iniziativa intelligente e spregiudicata e domanda alla Camera del Lavoro di creare una sorta di alleanza tra i due sindacati "per meglio servire gli interessi della classe operaia", pur continuando a mantenere ben distinte le organizzazioni. Alla fine del 1940 nasce così la Comunità Sindacale Ticinese (CST), che pur tra alti e bassi, diventa un primo momento di stabile collaborazione intersindacale in vista del raggiungimento di alcuni obiettivi comuni. Nel 1944 il governo, a testimonianza del forte sviluppo dei cristiano-sociali, finalmente riconosce  ufficialmente l'OCST, che ottiene un sussidio cantonale e l'uguaglianza di trattamento con la Camera del Lavoro.
Quali sono le idee politiche generali di don Del-Pietro? Sincero democratico e patriota, anche in politica cerca di ispirarsi alla dottrina sociale della Chiesa del suo tempo: totale opposizione al socialismo e al comunismo, contrario al liberismo economico e contrario anche alle dittature di destra, pur essendo convinto dell'importanza della ricerca della collaborazione tra le classi sociali; spesso ripete che la paternità dei principi corporativi non spetta al fascismo (che li riprende in versione autoritaria) ma alla sociologica cristiana-cattolica.
Durante la guerra l'ambiente cattolico opera una grande mobilitazione a favore dei rifugiati. Del-Pietro è in prima fila, e la Casa del Popolo diventa un luogo di incontro per tutta una serie di personaggi, illustri e meno. Nel 1939 era riuscito anche a contattare don Sturzo, in esilio a Londra; l'illustre esule per quasi un anno e mezzo scrive circa un articolo al mese per "il Lavoro".  Alla fine della guerra Del-Pietro è pure, assieme al vescovo Jelmini e ad altre persone dell'area cattolica, fra i sostenitori della generosissima "Azione aiuto alle popolazioni dell'alta Italia", coordinata dalla Caritas diocesana (sorta nel 1942 e diretta da Francesco Masina).

1935-1937

Dettagli
Alberto Gandolla
Mons. Del-Pietro
02 Gennaio 2025
Visite: 380

Malgrado il suo entusiasmo per il progetto corporativo don Del-Pietro negli anni '30 è però realista al punto da conservare e sviluppare il modello sindacale puro. Anzi, rompendo con la tradizione precedente, inizia ad attuare anche degli importanti scioperi, alcuni dei quali diventano famosi (per es. quello degli elettricisti di Locarno nel 1935-36 o quello alla Società Elettrica Sopracenerina nel 1939) e pur mantenendo una netta opposizione di principio con i sindacati "rossi" a volte opera delle azioni comuni (per es. quella contro la riduzione dei salari del personale federale nel 1933). Nella dura polemica con i sindacati aderenti alla Camera del Lavoro, Del-Pietro in particolare si oppone alla tesi socialista per cui i cristiano-sociali sono nati per una volontà di dividere il movimento operaio e di operare in sola funzione antisocialista: in decine e decine di articoli e conferenze, ma soprattutto con la pratica sindacale stessa, riesce a dimostrare invece la funzione essenzialmente propositiva del suo movimento. Alla fine degli anni Trenta l'OCST raggiunge e per la prima volta supera il numero dei membri della Camera del Lavoro. Da ricordare che nel 1937 per iniziativa della Federazione degli Operai Metallurgici e Orologiai (FOMO), aderente all'Unione Sindacale Svizzera (USS), viene firmato il primo accordo della pace del lavoro, che diventa - soprattutto a partire dal dopoguerra -  la prassi del movimento sindacale svizzero; inoltre si diffondono sempre di più i contratti collettivi e le commissioni paritetiche. Questo  tipo di politica sindacale è da sempre sostenuto da Del-Pietro, mentre rappresenta una novità per la Camera del Lavoro.
Nel 1936 viene eletto vescovo mons. Jelmini. Ci si trova nella fase peggiore della crisi economica, la liquidità dell'OCST per far fronte alla Cassa disoccupazione scarseggia: Del-Pietro chiede allora un prestito di 20mila franchi al vescovo, che accetta (continuando subito una tradizione di aiuto vescovile diretto all'Organizzazione, iniziata con Bacciarini); inizia così, in un modo molto concreto, un rapporto che sarà tutto un crescendo. Infatti il nostro sacerdote leventinese sempre di più, soprattutto dopo la guerra, diventa per il vescovo un prezioso collaboratore e consigliere principalmente delle problematiche sociali ed economiche. 

1934

Dettagli
Alberto Gandolla
Mons. Del-Pietro
02 Gennaio 2025
Visite: 415

Del-Pietro, che l'aria dell'impegno  politico l'aveva respirata anche in casa, ben presto si convince che vi sono dei problemi riguardanti i lavoratori che  possono e devono essere risolti con l'ausilio della politica. Così l'assemblea cantonale del 13 maggio 1934, tenuta a Giubiasco, decide di giocare anche la carta della politica, accettando che dei sindacalisti, a titolo personale, si inseriscano nelle liste del Partito Conservatore Democratico (PCD). In effetti l'anno seguente Francesco Masina e Giovanni De-Giorgi sono eletti in Gran Consiglio,  diventando i primi capofila della corrente cristiano-sociale in seno al PCD. Don Del-Pietro addirittura, nel 1938, per un certo momento si interessa alla possibilità di entrare lui stesso in Gran Consiglio (...o in governo) e ne domanda consiglio al vescovo;  questa possibilità viene poi abbandonata. Il sacerdote leventinese col tempo viene comunque sempre di più consultato dai dirigenti del partito, soprattutto per le questioni sociali e economiche e per le elaborazioni teoriche di documenti. Il rapporto tra la pattuglia dei cristiano-sociali e il PCD, intanto, non è sempre dei più sereni, esistendo nel partito anche un'ala destra di persone ben profilate. In genere l'accordo è un po' il seguente: unanimità sulle questione di principio, mentre su quelle di tipo sociale i cristiano-sociali possono votare secondo una loro linea; la realtà è certo però più complessa di questo semplice schema.

1. settembre 1929

Dettagli
Alberto Gandolla
Mons. Del-Pietro
02 Gennaio 2025
Visite: 420

Quando Del-Pietro, per decisione vescovile, nel 1929 prende in mano il sindacato, la situazione non può essere peggiore: pochissimi aderenti, monopolio sindacale della Camera del Lavoro, incomprensione di molti cattolici tradizionalisti, scoppio della Grande Crisi (dopo un paio di mesi dall'assunzione del segretariato!). Del-Pietro prenderà questa missione molto seriamente, diventando quest'ultima per lui un inscindibile impegno sindacale e di annuncio del cristianesimo ai lavoratori.
Il 1. settembre 1929 entra in carica come segretario cantonale dell'OCST, alla quale imprime ben presto una sua particolare fisionomia. Personalità complessa, brillante giornalista e polemista prima su La Famiglia, poi  sul Lavoro (quando finalmente nel 1933 può riprendere le sue pubblicazioni) e a volte sul Giornale del Popolo, nel dopoguerra Del-Pietro si afferma come un vero protagonista carismatico  nel campo  sociale, sindacale ed economico. Dotato di forte personalità,  capacità di lavoro e di organizzazione, si dedica senza riserve con un impegno da pioniere alla ricostruzione del movimento cristiano-sociale. Il suo carattere di combattente si forma negli anni Trenta, in lotta sia con gli ambienti di sinistra, che fino a quel punto avevano avuto in pratica il monopolio dei sindacati, che con gli ambienti di destra, in particolare con il padronato cattolico conservatore che mal vedeva un prete avanzare rivendicazioni sociali contro di esso. 
Del-Pietro inizia comunque subito con grande entusiasmo e un'attività frenetica: riunioni di propaganda con gli operai, conferenze (già nel febbraio 1930 organizza una "settimana sociale", cioè un ciclo di conferenze dedicato al tema "la questione sociale e il cristianesimo"), contatti con molte persone, richieste di sussidio, ecc. In quei primissimi anni l'attività di don Del Pietro è veramente impressionante, e svolta con pochissimi mezzi; nell'archivio dell'OCST è conservata una lettera del 1934 indirizzata a sua zia, in cui scrive che il comitato cantonale lo ha finalmente autorizzato ad acquistare un'automobile; però i soldi sono pochi e allora le domanda un prestito di 2000 franchi... (ma, assicura, il Segretariato garantisce il rimborso integrale e i relativi interessi). 

Sempre di più sia i vescovi Jelmini e Martinoli che i dirigenti del partito di ispirazione cristiana lo chiamano  come consulente e collaboratore in occasione delle più importanti questioni nei rispettivi ambiti. Del-Pietro diventa membro di innumerevoli comitati e associazioni cantonali e federali, sempre portando la sua preziosa visione critica. 

Don Del-Pietro in quegli anni, di fronte alla crisi del liberalismo, alla  Grande Crisi economica e alla minaccia del comunismo e del socialismo, si entusiasma per il progetto corporativo, illustrato da papa Pio XI nell'enciclica Quadragesimo Anno del 1931 ma da lui già conosciuto fin dalla sua permanenza a Friborgo grazie alla sua amicizia con l'abate Savoy; nella Rerum Novarum del 1891 vi erano del resto degli spunti in questo senso. La corporazione consisteva in un ambizioso progetto di riforma sociale ed economica basato sulla volontà di ricostituire le professioni in un clima di collaborazione e pace sociale tra organizzazioni sindacali e padronali, che si sarebbero poi date delle istituzioni comuni. Questa idea, tipica della dottrina sociale cattolica di quel tempo, negli anni '20 e  negli anni '30 viene ripresa con una variante autoritaria di imposizione statale e di supremazia padronale dalle dittature fasciste e naziste. Del-Pietro ha dunque il difficile compito di difendere il suo modello di corporazione democratica - "il sindacato libero nella corporazione obbligatoria" - attaccato naturalmente dalla sinistra e anche dai gruppi di destra (famosa una polemica a proposito nel 1933 tra Il Lavoro  e Idea Nazionale, giornale degli ambienti filofascisti nostrani, tra Del-Pietro e Biucchi). L'abbandono dell'idea corporativa - ormai squalificata dal modello autoritario - da parte di don Del-Pietro avviene (senza particolari spiegazioni teoriche) alla fine della seconda guerra mondiale, anche se ancora per qualche anno persisteranno i riferimenti alla necessità di una ricostruzione delle professioni, o comunità professionale (sul "il Lavoro" il motto "Per una Svizzera cristiana, federalista e corporatista", comparso nel 1939, resiste per 10 anni...).

Altri articoli …

  1. 1. luglio 1906
  2. Biografia approfondita di Mons. Del-Pietro
  3. Biografia
Pagina 2 di 3
  • Inizio
  • Prec
  • 1
  • 2
  • 3
  • Avanti
  • Fine
 
 
 

Contatti

Segretariato cantonale

Sede di Lugano

Segretariato del Sopraceneri

Sede di Locarno

Sede di Bellinzona-Giubiasco

Sede di Biasca

Segretariato del Luganese

Sede di Bioggio

Segretariato del Mendrisiotto

Sede di Mendrisio

Sede di Chiasso

 
 

L'OCST

Il Sindacato

Più di cento anni di storia

Organi statutari

Lo statuto

Lavora con noi

L'OCST è anche

Centro di formazione professionale

Cassa disoccupazione

Gruppo-solidarietà

GenerazionePiù

Centri OCST per l'infanzia

Contatti

Segretariato cantonale

Sede di Lugano

Segretariato del Sopraceneri

Sede di Locarno

Sede di Bellinzona-Giubiasco

Sede di Biasca

Segretariato del Luganese

Sede di Bioggio

Segretariato del Mendrisiotto

Sede di Mendrisio

Sede di Chiasso

 

  • Like us on Facebook
  • Follow us on LinkedIn
  • Follow us on Instagram
  • Follow us on Youtube
 

©Organizzazione cristiano-sociale ticinese - Privacy policy
  • Share
  • Share
  • Share