Frontalieri e tassa sulla salute: nessun passo indietro da parte delle Regioni
Il tema della cosiddetta «tassa sulla salute» per i vecchi frontalieri resta aperto e fonte di grande preoccupazione.
Il tema della cosiddetta «tassa sulla salute» per i vecchi frontalieri resta aperto e fonte di grande preoccupazione.
La novità in breve
Martedì 22 luglio, Regione Lombardia ha incontrato i rappresentanti sindacali dei frontalieri di CGIL, CISL e UIL per discutere della cosiddetta “tassa sulla salute” per i vecchi frontalieri.
Negli ultimi mesi ha regnato una notevole confusione attorno alla cosiddetta “tassa sulla salute” per i lavoratori frontalieri italiani in Svizzera. Numerosi articoli e post online ne hanno parlato in modo contraddittorio e poco chiaro, generando incertezza tra i diretti interessati. Facciamo quindi chiarezza, distinguendo le informazioni vere da quelle false e ipotizzando i possibili scenari futuri.
La Legge di bilancio del 2025 porta con sé un’importante modifica relativa al regolamento della NASPI, ovvero il sussidio di disoccupazione italiano al quale hanno accesso anche i frontalieri.
La notizia in breve
Dal 1° gennaio di quest’anno, i lavoratori che negli ultimi dodici mesi hanno rassegnato delle dimissioni volontarie da un contratto a tempo indeterminato, in caso poi di successivo licenziamento da un nuovo impiego, avranno diritto alla NASPI solo se avranno versato ulteriori 13 settimane di contributi nell’ultimo anno.
Pertanto, i frontalieri che effettuano delle dimissioni da un contratto a tempo indeterminato, firmano in Svizzera un nuovo contratto e vengono poi licenziati, potranno accedere alla NASPI solo se avranno ricevuto almeno 13 settimane di salario soggetto a contribuzione AVS.
Nonostante il 2024 volga ormai al termine, sono molti i problemi ancora oggi aperti relativi ai lavoratori frontalieri. Un primo grande tema riguarda la nuova indennità di disoccupazione, che sarebbe dovuta partire con il 1. gennaio 2024 e che invece non è mai stata realmente implementata, nonostante la relativa legge sia stata approvata dal Parlamento e pubblicata in Gazzetta ufficiale da diverso tempo (articolo 7, Legge numero 83 del 13 giugno 2023).