Il prossimo 28 settembre vengono poste in votazione due iniziative che toccano un tema di grande rilevanza sociale, ma presentano approcci che sollevano dubbi importanti e non offrono soluzioni strutturali ai problemi che gravano sul sistema di finanziamento della sanità. Il sindacato OCST ha valutato non solo le intenzioni, ma anche la sostenibilità, l’equità e l’efficacia concreta delle proposte.
Iniziativa per una cassa malati deducibile integralmente
Per quanto riguarda l’iniziativa promossa dalla Lega, come emerso durante la presentazione, l’aumento significativo degli importi forfettari per la deduzione fiscale dei premi comporterebbe perdite rilevanti a livello di gettito. Si tradurrebbe in uno sgravio fiscale che favorisce principalmente le fasce più abbienti della popolazione.
Il paradigma su cui si fonda l’iniziativa – ovvero non tassare parti del reddito non disponibili, come i premi obbligatori – può sembrare logico a prima vista, ma non è sempre applicabile nel contesto del prelievo fiscale. Uno Stato sano deve disporre di risorse adeguate. Solo così può garantire servizi e sostegno alla popolazione e alle imprese. In questo senso, il sistema fiscale svizzero, sia a livello federale che cantonale, considera anche redditi ipotetici nella definizione del reddito imponibile.
Oltre a generare perdite fiscali e a favorire deduzioni che avvantaggerebbero chi ha premi più elevati, questa iniziativa non propone alcuna misura concreta per affrontare l’esplosione incontrollata dei costi sanitari. Non ci siamo mai posti in modo dogmatico rispetto a proposte di ottimizzazione fiscale, ma in questo caso l’iniziativa rischia di tradursi in un tentativo mal celato di sfruttare un problema reale per ottenere benefici che non gioveranno alla maggioranza dei lavoratori e che indeboliranno ulteriormente lo Stato e i Comuni. Le conseguenze sarebbero misure di risparmio che inciderebbero su servizi, stato sociale e condizioni di lavoro in molteplici settori.
Alla luce di quanto sopra, l’OCST si dichiara contraria all’iniziativa.
Iniziativa per il 10%
Passando ora all’iniziativa del Partito Socialista, il nostro approccio è necessariamente più articolato.
Non si può negare che questa proposta abbia il pregio, nel breve termine, di incidere positivamente sul potere d’acquisto di molte famiglie. L’OCST, che quotidianamente incontra e assiste le lavoratrici e i lavoratori, conosce bene quanto sia urgente trovare soluzioni per sostenere il potere d’acquisto, soprattutto in un Cantone dove i costi continuano a crescere e i salari restano tra i più bassi del Paese.
Tuttavia, emergono criticità che non possiamo ignorare. Il nostro compito è difendere gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori che vivono in Ticino. Pagano le imposte qui e hanno bisogno di uno Stato solido, capace di erogare servizi di qualità e garantire condizioni di lavoro dignitose.
Il PS ha recentemente presentato tre possibili misure di finanziamento, tutte basate su un aumento dell’onere fiscale. Senza entrare nel dettaglio, è evidente che queste soluzioni presentano due criticità principali:
1. I premi continueranno a crescere, rendendo la misura insostenibile nel medio termine.
2. Le maggiori entrate fiscali – ammesso che siano mai accettate dal Parlamento – verrebbero interamente assorbite dal finanziamento dell’iniziativa, senza lasciare margine per investimenti da parte dello Stato in altri settori.
Inoltre, anche questa proposta non contempla misure concrete per contenere l’aumento dei costi sanitari. Questo aspetto, rispetto all’iniziativa della Lega, è ancora più grave, poiché mina la sostenibilità della misura stessa che si prefigge di intervenire per contenere l’aumento del premio di cassa malati.
L’OCST, considerato l’attuale assetto politico, teme che l’approvazione dell’iniziativa possa comportare reazioni politiche quali tagli significativi al servizio pubblico, una riduzione dello Stato sociale, susseguenti aumenti d’imposta e quindi un peggioramento generale delle condizioni di vita nel nostro Cantone.
Tuttavia, non possiamo ignorare i bisogni urgenti di una parte consistente della popolazione ticinese, che oggi si trova a pagare premi esorbitanti o è impossibilitata a farlo. Questo disagio deve essere da noi raccolto come una priorità e merita assoluta attenzione.
Dopo attenta analisi, il Comitato direttivo dell’OCST è giunto alla conclusione che, per un’iniziativa di tale portata, è necessario informare le associate e gli associati in modo responsabile, trasparente e completo, manifestando le criticità ma anche riconoscendo l’urgenza di una risposta concreta.
Il Comitato direttivo ha quindi scelto di non esprimere un sostegno né un rifiuto espliciti, ma di adottare una posizione che rifletta il nostro impegno a valutare con serietà e attenzione le implicazioni sociali, economiche e istituzionali della proposta, promuovendo un dibattito consapevole tra i nostri iscritti.
Questa posizione non vuole essere ambigua, bensì riflette il senso di responsabilità che ci guida: tutelare il potere d’acquisto, garantire un servizio pubblico di qualità, promuovere soluzioni sostenibili per tutte le lavoratrici e i lavoratori ticinesi e infine, ma non meno importante, offrire alle lavoratrici e ai lavoratori un’informazione consapevole, trasparente e di qualità.
Decreto federale concernente l’imposta immobiliare cantonale sulle abitazioni secondarie (abolizione del valore locativo)
Il Comitato direttivo dell’OCST esprime inoltre contrarietà rispetto alla proposta di abolizione del valore locativo. È una proposta che andrebbe a svuotare la casse cantonali e comunali, favorendo al contempo il lavoro nero e ostacolando il rinnovo degli immobili. Infatti l’abolizione del valore locativo si accompagna con l’esclusione delle deduzioni degli interessi sul debito e degli investimenti sull’immobile. Questo indurrà molti proprietari a rinunciare al rinnovo degli immobili o a ingaggiare aziende in nero per ridurre i costi. D’altra parte gli inquilini rischiano concretamente di veder peggiorare lo stato degli immobili in cui abitano.
