Con il primo gennaio i dipendenti della polizia di Lugano sono stati agganciati alla nuova scala salariale dei Dipendenti del Canton Ticino. In tale occasione qualcuno, probabilmente nell’intento di risparmiare qualche soldino sulle spalle dei dipendenti, ha pensato bene di inviare in Municipio la proposta di non concedere lo scatto.
 La scusa era quella di parificare alla situazione dei dipendenti cantonali che, come noto, non hanno potuto beneficiare dello scatto previsto dalla legge. In altre parole si voleva copiare gli errori commessi dal Consiglio di Stato nel passaggio alla nuova scala salariale.
Una decisione che non è piaciuta ai funzionari di polizia di Lugano e contro la quale il nostro Sindacato e la Federazione Svizzera dei Funzionari di Polizia, sezione di Lugano, si sono opposti.
Con una lettera al Municipio, OCST e FSFP hanno innanzitutto fatto notare che la decisione non aveva base legale, contrariamente a quanto successo a livello cantonale dove il Governo ha presentato al Parlamento la necessaria modifica legislativa.
Si chiedeva dunque di rivedere la decisione, concedendo lo scatto anche ai funzionari di polizia, e questo per evitare di penalizzare i collaboratori nel corso di tutta la loro carriera e non solo per il 2018, visto che la mancata concessione dello scatto viene riportata sugli anni successivi con evidenti e pesanti perdite finanziarie. Si voleva evitare che le rivendicazioni da anni presentate per migliorare la situazione salariale dei funzionari di polizia venissero vanificate da questa decisione. Ma si voleva pure scongiurare una disparità di trattamento con gli altri collaboratori del comune di Lugano che al primo gennaio hanno potuto normalmente beneficiare dello scatto previsto dal Regolamento organico dei dipendenti di Lugano (ROD).
L’intervento tempestivo e risoluto di OCST e FSFP ha permesso, come detto, di modificare la decisione e permettere ai colleghi del corpo di polizia di Lugano di beneficiare di un loro diritto. Peccato solo che la successiva decisione sia stata presa a maggioranza!
 
Lorenzo Jelmini

Archivio "il Lavoro"