Dopo molti anni di discussioni tra le parti (Direzione, Commissione del personale e sindacato OCST), lo scorso maggio 2021 è stato presentato e approvato dalle maestranze tramite votazione, il nuovo Contratto collettivo aziendale di lavoro (CCAL) di Bally Shoe Factories Ltd.

Bally azienda storica a livello svizzero, specializzata nella fabbricazione di scarpe, fondata nel 1851 a Schönenwerd (SO), è radicata da oltre 30 anni nel Canton Ticino. Bally Shoe Factories Ltd attualmente opera nel settore della moda, produttrice di scarpe, borse, capi di abbigliamento e accessori.
Questo CCAL, che coinvolge più di un centinaio di lavoratrici e lavoratori è frutto di una costante presenza di OCST in azienda che negli anni ha permesso, lavorando in comune con la Rappresentanza del personale, di confrontarsi con le diverse Direzioni aziendali che si sono succedute al vertice dell’azienda; fissare le prime norme contrattuali in un regolamento aziendale fino ad arrivare, agli inizi del corrente anno, alla definitiva implementazione di un vero e proprio accordo contrattuale. Il CCAL è entrato in vigore, per tutto il personale occupato in produzione, lo scorso 1. giugno 2021 e avrà una durata di 5 anni.
Consapevole dell’attuale situazione del mercato del lavoro e dell’economia in cui regna ancora parecchia incertezza, l’OCST auspica che questo importante strumento possa contribuire a meglio regolamentare i diritti di partecipazione dei dipendenti, creare condizioni quadro stabili e moderne che permettano la crescita degli investimenti e delle attività aziendali e favoriscano un positivo sviluppo degli interessi dei dipendenti. Il CCAL mira anche a meglio valorizzare economicamente una categoria professionale, quella delle maestranze occupate nella fabbricazione di calzature, tomaie e accessori, realtà lavorativa ormai rimasta unica nel settore sia sul territorio cantonale che a livello svizzero.
Per Giovanni Scolari che con i colleghi Tamati e Coppi ha seguito le trattative «l’aver raggiunto l’accordo è senz’altro positivo. Ricordo come la recessione economica degli anni novanta dello scorso secolo abbia prima avuto pesanti ripercussioni sul volume d’affari di Bally poi, nel corso del 1999, di fatto ha portato alla vendita dell’azienda del Canton Soletta alla società finanziaria americana Texas Pacific Group».
«Ciò ha comportato la perdita in tutta la Svizzera di parecchie centinaia di posti di lavoro, interrompendo definitivamente la produzione di scarpe a Schönenwerd, trasferendo di fatto tutto quello che restava della produzione presso la sede di Caslano. Tale situazione portava irrimediabilmente anche la fine del CCL per l’industria svizzera della calzatura. Si è dovuto, ahimè, attendere oltre un ventennio per ristabilire, nel settore calzaturiero, nuove regole contrattuali convenute tra le parti. Possiamo considerare il nuovo CCAL Bally-Caslano uno strumento che mira a favorire uno sviluppo positivo, al passo con i tempi, che non trascura nessuna sfaccettatura presente oggi nel mondo del lavoro. Il contratto siglato, frutto di un lungo lavoro di avvicinamento tra sindacato e direzione, deve essere considerato come un punto di partenza che dovrà negli anni garantire alle maestranze, accanto alla pace sul lavoro, condizioni di lavoro moderne e prestazioni sociali avanzate. Ancora una volta è stato dimostrato che la perseveranza e il voler conseguire un obiettivo comune, fortemente voluto anche dal personale di Bally, può portare a risultati gratificanti», aggiunge ancora Scolari.
L’OCST esprime un sentito ringraziamento alla rappresentanza del personale per l’appoggio che non ha mai fatto mancare durante tutta la lunga trattativa e a tutte le maestranze che con il loro SI al nuovo CCAL hanno permesso di dare avvio a questa nuova esperienza contrattuale.

gad


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