Quando nacque nel 1920, «il Lavoro» fu per molti, la prima finestra affidabile aperta sul mondo del lavoro e dei diritti. In cento anni, quella finestra si è allargata, ha cambiato cornice, ha imparato a dialogare con nuove abitudini di lettura e con tecnologie che hanno moltiplicato modi e tempi dell’informazione.
Oggi, con la stessa responsabilità di sempre, compiamo un passo importante: dal 2026 «il Lavoro» diventa una rivista, con quattro uscite all’anno, la prima il 12 marzo. Non è una rinuncia: è una scelta. Cambieranno anche il formato e la carta. È il modo più coerente per stare al passo con i tempi che cambiano. È una scelta che nasce da una riflessione iniziata nella seconda metà del 2024 con il supporto di alcuni esperti, come scritto da Benedetta Rigotti nel primo numero di quest’anno. Agli altri canali OCST affideremo invece il resto della comunicazione.
Perché cambiare
Viviamo in un tempo che chiede una comunicazione dinamica, al passo con i tempi e maggiormente fruibile attraverso uno schermo. Stampare meno significa anche selezionare ciò che merita di restare. La carta non è un supporto qualunque: è il luogo della durata.
Cosa non cambia e cosa cambia
Non cambiano la nostra missione e il nostro punto di vista. Continueremo a dare voce al lavoro che cambia e ai problemi concreti. Continueremo a essere vicini, rigorosi, comprensibili. La nostra bussola resta la stessa: raccontare con onestà, offrire strumenti, prendere posizione quando serve.
Cambia invece il numero di pubblicazioni cartacee. Quattro uscite all’anno non significano quattro soli momenti d’incontro: tra un numero e l’altro vi raggiungeremo con aggiornamenti online, newsletter tematiche e contenuti per i social media, così che la comunicazione con voi, associate e associati, non si interrompa.
La rivista, come già attualmente, sarà anche digitale, per essere a portata di mano. La nostra idea è semplice: approfondimento quando serve fermarsi, tempestività quando serve muoversi.
Come vi accompagneremo
Ci saranno delle rubriche fisse che avrete modo di scoprire con il primo numero del 12 marzo 2026, affiancate da articoli di approfondimento, pagine dedicate alle nostre associazioni, ai nostri servizi e tante altre novità. Accanto, sul sito, nelle newsletter e sui social media altri contenuti più immediati.
Questo cambiamento nasce da un ascolto e una riflessione approfondita: delle associate e degli associati, delle colleghe e dei colleghi. Sappiamo che il tempo è poco e la complessità tanta.
Una tradizione che continua
La storia de «il Lavoro» è fatta di responsabilità condivise. La trasformazione in rivista non è un congedo dal passato ma il suo naturale sviluppo per adattarci ai tempi che cambiano e le rispettive esigenze delle associate e degli associati.
Cambiano le cadenze, non la credibilità; cambiano i formati, non la cura. E soprattutto non cambia ciò che ci ha tenuti insieme fin qui: l’idea che informare bene sia un modo concreto di servire le persone, il lavoro, la società. Vi chiediamo di continuare a leggere, discutere, segnalare temi e storie, di scriverci quando qualcosa vi convince o quando non vi torna.
L’inchiostro del futuro ha molti colori: alcuni restano sulla carta, altri scorrono su uno schermo. L’importante è che dicano cose vere, utili, giuste.
Buone feste e arrivederci a marzo!
