Nel corso dell’ultimo anno molti lavoratori si sono ritrovati a dover lavorare da casa. Questa forma di lavoro sarà certamente utilizzata anche al termine della pandemia. Vista l’emergenza di tale misura e la situazione straordinaria non vi è stato alcun dibattito pubblico in merito a diritti e doveri dei dipendenti e rispettivamente dei datori di lavoro.

Si osserva che le seguenti considerazioni potrebbero non essere applicabili nel contesto di emergenza sanitaria, vista l’eccezionalità della situazione.

Rimborso spese
Per quanto concerne il rimborso delle spese sostenute dal dipendente in home office, il quadro giuridico è ad oggi poco chiaro. In linea di massima, ai sensi dell’art. 327 cpv. 1 e cpv. 2 del Codice delle Obbligazioni, il datore mette a disposizione gli strumenti necessari per l’esecuzione del lavoro. Nel caso in cui il dipendente metta a disposizione i suoi strumenti, il datore dovrà riconoscergli un’adeguata indennità, salvo patto contrario. Invece, ai sensi dell’art. 327a cpv. 1 CO, al datore di lavoro incombe un obbligo di rimborsare tutte le spese rese necessarie dall’esecuzione del lavoro. Dottrina e giurisprudenza non sono unanimi nello stabilire quali spese rientrano sotto il cappello di un articolo o dell’altro e come valutare gli strumenti che vengono utilizzati sia privatamente che per lavoro (computer, scrivania, stanza, ecc.).

Protezione della salute del lavoratore
Secondo la legislazione attualmente in vigore (Ordinanza 3 concernente la legge sul lavoro) il datore di lavoro ha l’obbligo di tutelare la salute del dipendente, anche se quest’ultimo lavora da casa. Bisogna pertanto prestare particolare attenzione all’ergonomia della postazione di lavoro, alla corretta illuminazione dei locali e più in generale alla tutela della salute fisica e psichica del lavoratore. Un fattore che è stato evidenziato negli ultimi mesi e che non è regolamentato dall’ordinanza è il rischio di isolamento del lavoratore costretto in home office.

Sorveglianza da parte del datore di lavoro
Il datore di lavoro ha la facoltà di sorvegliare il dipendente in home office, ciò in quanto egli deve verificare che sia garantita la qualità del lavoro prestato dal dipendente. Inoltre, deve assicurarsi che le misure volte alla protezione della salute del lavoratore siano rispettate (vedi punto precedente). Infine, il datore di lavoro ha l’interesse di migliorare i processi interni. Attenzione: la sorveglianza ha limiti ben precisi che non possono essere superati (es: videocamere, programmi di sorveglianza). Tale aspetto sarà oggetto di un futuro articolo.

Adriano Alari, avvocato Assistenza Giuridica OCST Sopraceneri


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