Che il settore terziario, in particolare quello impiegatizio, sia esposto a un continuo peggioramento delle condizioni salariali, ma non solo, è un dato di fatto. Sono ben 9 i contratti normali di lavoro (CNL) che regolano il salario della professione di impiegato di commercio. Come risaputo, un CNL può essere introdotto solo laddove statisticamente viene dimostrato un reiterato abuso dei livelli salariali.
Il sindacato OCST è da sempre particolarmente attento all’evoluzione del settore, tant’è che è stato creato un apposito gruppo di lavoro il cui coordinatore è Claudio Isabella vicesegretario regionale del Sopraceneri nonché deputato in Gran Consiglio, di cui fanno parte anche i colleghi Nenad Jovanovic (segretariato del Mendrisiotto) e Paolo Coppi (segretariato del Luganese).
 
Una lettera per trattare
«Nei nostri uffici sparsi sul territorio ticinese arrivano spesso lavoratori i cui stipendi non corrispondono minimamente a salari dignitosi. Nelle scorse settimane siamo stati contattati da un impiegato di una ditta edile il cui salario era inferiore ai CHF 2’000 lordi mensili, una segretaria il cui salario è di CHF 2’100 mensili, e potrei citarne tanti altri…» afferma Isabella. Dai numerosi casi con cui il sindacato viene a contatto quotidianamente è nata la proposta di agire concretamente senza aspettare l’intervento dell’autorità: «Per l’autorità non è sempre facile intervenire e regolamentare. Come OCST siamo sempre stati sostenitori della contrattazione collettiva e del dialogo. Si è allora deciso di inviare una lettera a circa 90 tra associazioni padronali e commissioni paritetiche di settore».
 
Cosa si chiede alle associazioni?
«A settembre, complice la votazione sulla Libera circolazione, molte associazioni hanno ribadito l’importanza dei CCL come misura di accompagnamento. Abbiamo colto la palla al balzo e dato la nostra disponibilità a trattare» dice il vicesegretario regionale. Più nello specifico alle associazioni viene chiesto di inserire all’ordine del giorno dei prossimi incontri la discussione per introdurre nei vari CCL di settore la figura dell’impiegato di ufficio: «Faccio un esempio: il CCL edilizia va a regolamentare moltissime sfaccettature della professione. Quello che non regolamenta sono l’eventuale salario e condizioni di lavoro di un impiegato della stessa ditta edile. Vorremmo che i CCL di settore andassero a coprire anche quanto concerne la parte impiegatizia. Chiaramente poi le condizioni saranno discusse con ogni associazione» aggiunge Isabella.
 
Timida risposta delle associazioni padronali
Da parte padronale le risposte giunte non sono molte: «Sarebbe bello che le affermazioni fatte prima del voto sulla libera circolazione non restassero solo degli slogan… Io sono fiducioso. Alcune associazioni hanno dimostrato apertura e dato disponibilità al dialogo e questo è già un grande passo. Ora vedremo come evolverà la situazione nelle prossime trattative. La speranza è che anche altre associazioni decidano di inserire questo argomento nelle trattative» conclude Isabella.
 
G. Donini

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