Le trattative per il rinnovo del CNM-CH sono in una fase di perdurante stallo. Gli impresari costruttori (la SSIC-CH) continuano a ripetere la solita musica insistendo sulle proprie proposte: settimana di 50 ore, flessibilità «meno 150 ore/più 250 ore», abolizione del raddoppio dei termini di disdetta per gli over 55 anni, carovita automatico ma solo sui salari minimi contrattuali (=nessun aumento sui salari reali se gli stessi risultano essere superiori ai salari minimi), mantenimento dei primi 30 minuti giornalieri non pagati per il tempo di viaggio, sabato lavorativo senza supplemento del 25% e soppressione dei minimi salariali per i lavoratori qualificati. 

Un menù di richieste semplicemente assurdo in particolare se si pensa che, nel giro di una decina di anni, le imprese avranno grosse difficoltà a sostituire i propri lavoratori più qualificati (quelli con il diploma AFC e i capo muratori) e tra una quindicina di anni avranno molte difficoltà a trovare nuovo personale dell’edilizia. Previsioni occupazionali preoccupanti, lamentate dalla stessa SSIC-CH, che però svaniscono nel nulla quando si siedono al tavolo delle trattative per peggiorare il proprio contratto collettivo invece di rendere più attrattiva la professione.
Sono in agenda ancora due incontri di trattativa, il 14 e il 28 ottobre 2025. Agli impresari abbiamo chiesto di aggiungere un paio di date ma la loro risposta è stata: «Ma che bisogno c’è? Per fine ottobre un accordo lo troviamo». Si fatica a capire dove la spavalderia superi l’arroganza. Di certo, senza un’inversione di rotta da parte della SSIC-CH, lo scontro sarà inevitabile. A iniziare dal Canton Ticino che, il prossimo 20 ottobre chiamerà a raccolta gli edili. Una prima giornata di mobilitazione e protesta alla quale seguiranno, nelle settimane successive, altre manifestazioni nelle città di Zurigo, Berna, Lucerna, Losanna e Ginevra.
I lavoratori dell’edilizia, ovvero le braccia che costruiscono tutto ciò che ci sta attorno, pretendono rispetto. Un rispetto che assolutamente non vedono nelle proposte degli impresari costruttori. Lavoratori che non staranno con le mani in mano ad assistere passivamente ai tentativi di peggioramento del proprio contratto di lavoro. Indietro non si torna!

 

Adesso basta! Gli edili si mobilitano

Abbiamo atteso sino al terzo incontro di trattativa del 15 settembre 2025 prima di avviare l’organizzazione di giornate di protesta su piano nazionale.
L’insistenza e l’arroganza degli impresari nel pretendere un contratto più leggero nei contenuti e all’insegna di una flessibilità a tutto gas, ci hanno costretto a programmare una serie di giornate di protesta a livello nazionale.
Si inizierà dal Ticino: lunedì 20 ottobre 2025 i lavoratori raggiungeranno Bellinzona per dire agli impresari «Datevi una regolata, è giunta l’ora». Il programma della giornata riproporrà lo schema che abbiamo già vissuto negli anni scorsi. Quindi, tutti a Bellinzona il prossimo 20 ottobre al capannone allestito accanto all’EspoCentro in via G. Cattori 3 con il seguente programma di massima:
• ritrovo a partire dalle ore 8.00
• assemblea ore 11.00
• pranzo ore 12.00
• corteo ore 13.00


I parcheggi saranno disponibili nelle vicinanze. Per agevolare lo spostamento verso Bellinzona, abbiamo organizzato un trasporto gratuito tramite bus con i seguenti punti di ritrovo a partire dalle ore 07.00:
Mendrisio, Mercato Coperto, Via Campo Sportivo 5.
Lugano, Parcheggio sterrato Gerra, entrata est da Via Ciani.
Locarno, Palexpo / Fevi, Via alla Peschiera 9.
Biasca, Posteggio Manor, Via Losanna 2.