Nelle scorse settimane l’OCST ha raggiunto l’accordo con la Camera di Commercio del Canton Ticino e con l’associazione Ticinomoda, per il rinnovo del Contratto Collettivo di Lavoro degli impiegati di commercio nell’economia ticinese.

Tale contratto non ha forza obbligatoria e si applica pertanto alle sole aziende che hanno deciso di aderirvi. Tra queste, vi sono tutte le imprese che fanno capo a Ticinomoda.
Il nuovo CCL avrà validità dal 1. gennaio 2026 al 31 dicembre 2028 e coinvolgerà migliaia di lavoratrici e lavoratori del nostro Cantone. 
Fin dall’inizio dei negoziati, l’obiettivo dell’OCST è stato chiaro: migliorare in modo concreto il work-life balance, senza arretrare sulle tutele fondamentali.
Il risultato più evidente è la riduzione dell’orario di lavoro settimanale da 42 a 40 ore per diverse categorie professionali contemplate dal CCL (impiegati di commercio generici, addetti alla gestione di produzione, tecnici dell’abbigliamento e tecnici in stage).
Accanto a questo intervento strutturale, il nuovo CCL introduce e rafforza diversi congedi retribuiti: fino a tre giorni per l’inserimento del figlio all’asilo nido o alla scuola dell’infanzia, un congedo fino a due ore per la donazione di sangue e, soprattutto, un congedo fino a cinque giorni per l’assistenza a un familiare in fin di vita (coniuge o partner, figli o genitori) con recupero delle ore entro sei mesi. Sono misure pensate per riconoscere, anche nel contratto, il tempo della cura, della salute e delle relazioni familiari.
Un altro elemento importante riguarda i minimi salariali: il nuovo CCL garantirà per l’intera durata contrattuale il mantenimento dei livelli minimi che erano già stati aumentati nel 2025, nonostante la riduzione dell’orario settimanale di lavoro. Si genera così un aumento indiretto significativo del salario orario.
Siamo consapevoli che, in un contesto di rincaro del costo della vita, sarebbe necessario poter andare oltre; su questo fronte le associazioni datoriali non hanno però aperto margini negoziali. Proprio per questo consideriamo il blocco dei minimi negoziati nel 2025 come un presidio importante, in vista delle rivendicazioni future.
Il rinnovo di questo CCL rappresenta dunque un passo avanti concreto verso condizioni di lavoro più umane ed equilibrate. Come sempre, sarà determinante il contributo delle commissioni del personale e degli iscritti OCST, sia nell’applicazione delle nuove norme, sia nella preparazione delle prossime battaglie a tutela della dignità e della qualità di vita di chi lavora.