Lo scorso 25 aprile 2020, nel pieno della prima ondata, i deputati Claudio Isabella e Alessio Ghisla avevano presentato la mozione «Un sostegno agli apprendisti».
In essa erano contenute varie problematiche che toccavano la categoria o chi lo sarebbe diventato.

In particolare per i deputati si riscontravano le seguenti difficoltà per le ragazze e i ragazzi che stavano terminando le scuole medie e avrebbero potuto trovarsi confrontati con le seguenti problematiche:
• impossibilità a fare i colloqui con le ditte per un posto di apprendistato.
• alcuna garanzia di poter effettuare i test attitudinali per gli apprendistati che lo richiedono o gli esami d’ammissione di alcune scuole professionali.
• Con la crisi generata dalla pandemia, alcune aziende formatrici avrebbero potuto decidere di non assumere apprendisti per il prossimo/prossimi anni, per questione di costi e per il fatto di non riuscire a seguire i ragazzi preferendo investire il tempo e le risorse in altri ambiti.
Coloro che stavano già facendo un apprendistato si sarebbero potuti trovare confrontati con le seguenti problematiche:
• al momento (primavera 2020) molti erano a regime di lavoro ridotto e seguivano la didattica a distanza. Ciò potrebbe aver comportato la perdita di alcune competenze.
• Alcune aziende formatrici avrebbero potuto avere delle difficoltà a mantenere i posti di apprendistato, soprattutto per questione di costi, con il rischio che i contratti di tirocinio venissero rescissi.
Alla luce di queste premesse erano state fatte 5 richieste che sono state discusse martedì 26 gennaio dal Parlamento ticinese. Quattro di esse sono state accettate. Vediamo quali:
- Stanziare un credito per i prossimi anni, per sostenere le attività economiche che hanno in formazione apprendisti/stagisti. Favorire gli apprendisti residenti in maniera da evitare troppa dipendenza dall’estero.
- Il Cantone assuma in proprio un numero maggiore di apprendisti (anche chi è al 2°, 3° o 4° anno), oltre a quelli che già ha in formazione, per permetter loro di concludere l’apprendistato.
- Prolungare i termini per l’iscrizione alle scuole secondarie (Liceo, Commercio, Arti e mestieri, SSPSS, ecc.), così da concedere un tempo maggiore per eventualmente intraprendere un percorso alternativo qualora vi fosse difficoltà nel trovare un contratto di tirocinio. Parallelamente si chiede di tener conto di un possibile aumento del numero di classi nelle scuole a tempo pieno.
- Dare la possibilità a coloro che non trovano un contratto di tirocinio a causa della pandemia, di poter accedere ad un «percorso alternativo» specialmente costituito, così da ricevere comunque una formazione valida per gli anni successivi.
Per contro non è stata accettata la seguente proposta:
- Creare incentivi ad hoc per favorire le aziende formatrici e per coloro che una volta terminata la formazione decideranno di assumere l’apprendista formato «in casa».
Claudio Isabella, vicesegretario regionale OCST e firmatario della mozione dello scorso aprile non può che dichiararsi soddisfatto delle decisioni prese lo scorso martedì 26 gennaio: «Sono molto felice che il Parlamento abbia accettato le nostre proposte. La scorsa primavera man mano che passava il tempo sorgevano sempre nuove difficoltà tra cui appunto quelle per gli apprendisti. Abbiamo cercato di porre rimedio perché comunque saranno il nostro futuro e la preoccupazione che qualche ragazzo potesse rimanere senza opportunità era tanta. La formazione svolge un ruolo determinante per il futuro del nostro Cantone, sia dei ragazzi che dell’economia stessa».

gad


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