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Il Lavoro, periodico dell'OCST, da decenni è un punto di riferimento per le informazioni sui contratti, le nuove normative, la previdenza, il mondo del lavoro, la formazione.

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2018

Il Lavoro n.1 del 25 gennaio 2018 Il Lavoro n.2 dell'8 febbraio 2018
Il Lavoro n.3 del 1. marzo 2018 Il Lavoro n.4 del 15 marzo 2018
Il Lavoro n.5 del 29 marzo 2018 Il Lavoro n.6 del 19 aprile 2018
Il Lavoro n.7 del 3 maggio 2018 Il Lavoro n.8 del 24 maggio 2018
Il Lavoro n.9 del 7 giugno 2018 Il Lavoro n.10 del 21 giugno 2018

Prima pagina

Nel 2017, l’8,0% dei dipendenti aveva un contratto a durata determinata, contro il 6,7% nel 2010. Quasi un quarto dei dipendenti tra i 15 e i 24 anni (22,7%) aveva un contratto di lavoro di questo tipo, la maggior parte dei quali (40,9%) era costituita da stage. L’1,3% dei dipendenti era impiegato e pagato da un’agenzia di lavoro interinale.

Se ne era già parlato con la Legge dell’innovazione. Dal 2016 anche il Ticino dispone di un gruppo apposito atto a promuovere la Responsabilità sociale delle imprese (CSR). Per capire meglio questo modello di business che piano piano sta prendendo piede anche nel nostro Cantone, abbiamo intervistato Jenny Assi, docente-ricercatrice della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI) e una delle maggiori esperte del tema a livello cantonale.

Nella notte del 27 Marzo lo stilista Philipp Plein pubblica su Instagram un lungo post (con tanto di logo del comune di Lugano e riferimento diretto al Sindaco Borradori) in cui attacca duramente l’ispettorato cantonale del lavoro «colpevole» di aver interrotto una cena in ufficio con i fornitori, e contesta alla città e alle sue istituzioni di trattarlo come un criminale, senza rispetto per quello che fa per il cantone e per i posti di lavoro creati.
Il Consiglio federale ha confermato la revisione della Legge federale sull’imposizione alla fonte del reddito già approvata dalle Camere del parlamento svizzero nel 2016. 
La modifica non fa altro che recepire una sentenza del Tribunale Federale di Losanna del 2010 che aveva di fatto sancito come ci fosse una discriminazione a livello fiscale tra gli svizzeri e i «quasi residenti», ovvero quei soggetti che pur non essendo dei domiciliati producono il 90% del reddito familiare in Svizzera.

Lo sviluppo tecnologico repentino trascina con sé, come un treno in corsa, tutta una serie di cambiamenti che incidono sull’organizzazione del lavoro e sulla società. È progresso? Non necessariamente!