Negli scorsi mesi Gian-Luca Lardi ha espresso mezzo stampa la sua opinione, in cui sostanzialmente individua sindacati e CCL troppo rigidi e privilegiati come concause della situazione difficile del nostro mercato del lavoro. A questo proposito colgo l’occasione per intervenire nella discussione con la speranza di avviare un dibattito costruttivo sui tre elementi citati da Lardi: libera circolazione, CCL e protezione dei salari.

Il tema dei fallimenti pilotati è stato a più riprese sollevato, sia con alcuni atti parlamentari che da prese di posizioni pubbliche da parte delle organizzazioni sindacali.
Fermo restando che il diritto societario è di competenza federale e che quindi il margine di manovra cantonale è assai ridotto, ritengo che si debba assolutamente e prioritariamente intervenire per fermare situazioni di abusi che potrebbero minare il nostro sistema sociale.

Quest’anno cade l’anniversario del più grande scontro sociale mai avvenuto in Svizzera: lo sciopero generale del novembre 1918. Cento anni fa la Grande Guerra sta finendo in un clima di forti tensioni e rivolte; l’anno prima era scoppiata la rivoluzione comunista in Russia e in tutta l’Europa milioni di persone sono allo stremo.

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