Promesse irrealizzabili, populismo sfrenato, slogan dell’uno contro l’altro, «il nemico del mio nemico è mio amico». Pensiamo lo si possa dire senza peli sulla lingua: negli ultimi anni la politica (in Italia e non solo) si è ridotta a questo. Il risultato? Una distanza a tratti incolmabile tra i cittadini e i suoi rappresentanti, una rabbia a poco a poco convertitasi in indifferenza, che è qualcosa di ancora peggiore.

Non era ancora scattata la mezzanotte ma poco ci mancava, fortunatamente il Gruppo italiano Riganti Spa, attivo a pochi chilometri dal confine elvetico (Solbiate Arno, Varese) con un’azienda che si occupa di stampaggio a caldo di acciai, ha rilevato l’azienda del Borgo rivierasco.

Stando allo studio «Lavorare a scuola» condotto dal CIRSE risulta che il burnout lavorativo è più frequente nella scuola dell’obbligo, dove il divario tra le aspettative espresse dalle autorità scolastiche e le condizioni di lavoro è maggiore: fra i docenti delle scuole dell’infanzia il 20,3% soffre di burnout, mentre alle elementari il 24,2%.

Non si può certo parlare di fulmine a ciel sereno per i lavoratori dell’azienda di Mezzovico, la situazione era ormai critica da tempo, basti pensare che in un anno gli effettivi sono stati dimezzati. In tempi non molto lontani, l’impresa attiva dal 1973 nella fabbricazione di macchinari per imballaggi, era arrivata a impiegare quasi 70 persone.

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