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2020

Il Lavoro n.1 del 6 febbraio 2020 Il Lavoro n.2 del 27 febbraio 2020
Il Lavoro n.3 del 12 marzo 2020 Il Lavoro n.4 del 28 maggio 2020
Il Lavoro n.5 del 18 giugno 2020 Il Lavoro n.6 del 9 luglio 2020
Il Lavoro n.7 del 3 settembre 2020

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Per anni à stato raccomandato agli anziani di mantenersi, nel limite del possibile, sempre attivi anche per il proprio benessere sociale e mentale. Il detto spesso evocato di fronte alla continua crescita della nostra speranza di vita era “non aggiungere solo anni alla vita ma dare vita agli anni”. In altre parole: anziani vivete più a lungo ma cercate di avere sempre e comunque una vita piena, restate curiosi e interessati a quanto succede nella nostra società, interessatevi al futuro dei vostri figli, dei vostri nipoti o al presente dei vostri amici. Soprattutto non ripiegatevi su voi stessi, mantenete una gratificante vita sociale.
A poco più di un anno dalla notizia di alcuni licenziamenti (vedi «il Lavoro» n.1 del 24 gennaio 2019) eccone arrivare una nuova e se possibile ancora più amara. 
Le difficoltà economiche che da tempo attraversano il settore dei media e della stampa scritta in particolare sono note e hanno già avuto pesanti conseguenze in Svizzera con la fine di alcune testate giornalistiche. Nel nostro Cantone abbiamo assistito alla chiusura del Giornale del Popolo e purtroppo né il Corriere del Ticino né La Regione sembrano navigare in acque tranquille.
Chissà se la sera precedente abbia avuto modo di accarezzare i figli, di abbracciarli, di regalare loro un ultimo momento di tenerezza. Chissà le ultime parole che si è scambiato con la moglie svegliandosi la mattina. 

La settimana scorsa il DECS ha informato i sindacati di una sentenza del Tribunale amministrativo cantonale del novembre 2019 che rimette in discussione le modalità con cui è stata applicata la penalizzazione di due classi salariali per i docenti neoassunti tra il 1997 e il 2013, sempre criticata come iniqua ed osteggiata dal nostro sindacato.