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2018

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Prima pagina

Confermata la necessità di decisioni partecipative

Martedì 6 marzo si è tenuta presso il ristorante Federale Starna di Balerna l’assemblea OCST del personale attivo presso l’Organizzazione Sociopsichiatrica Cantonale.

I lavori assembleari, ai quali hanno partecipato una cinquantina di collaboratori, associati e simpatizzanti, sono stati avviati da Giuliano Butti, vice segretario regionale a Mendrisio e responsabile dell’assistenza giuridica cantonale, e diretti dal presidente del giorno, Riccardo Cavadini.

Davina Fitas, del segretariato di Mendrisio, ha presentato i membri del nuovo comitato OCST (vedi riquadro a lato) in seguito ratificati dall’assemblea. Infine è intervenuto Lorenzo Jelmini, responsabile OCST per il servizio pubblico cantonale, informando i presenti sugli interventi messi in atto negli ultimi mesi e sugli incontri avvenuti con la direzione.

 

Una ditta del Luganese che converte i salari in euro ad un cambio a lei favorevole è stata condannata a versare la differenza rispetto al cambio normale.

L’istanza dell’OCST e la decisione del giudice

Nel caso concreto, una istanza inoltrata dall’OCST ribadiva che, in presenza di un contratto collettivo di lavoro con i salari minimi espressi in franchi, i dipendenti debbano percepire la retribuzione in moneta svizzera. Chiedeva pure che, nel caso di una loro conversione in euro, debba fare stato il cambio del giorno.

Il giudice di pace, competente a dirimere il caso poiché la controversia patrimoniale non supera i cinquemila franchi, ha statuito che «il cambio proposto e fatto sottoscrivere è manifestamente sproporzionato rispetto alle quotazioni di quei giorni ed a sfavore della dipendente... Ne consegue in modo evidente che detta sproporzione si configura come un riportare sul lavoratore il rischio d’impresa …». La ditta è stata conseguentemente condannata a rifondere alla dipendente la differenza tra il cambio effettivo e quello stabilito dalla ditta.

L’esito di questa istanza è manifestamente prezioso poiché codifica che un’eventuale conversione in euro non può essere

 

Le trattative di fine anno 2011 nei settori dell’edilizia e dei rami affini sono state, e in taluni casi lo sono tutt’oggi, in salita. Tamponata la pericolosa falla venutasi a creare con il vuoto contrattuale nel settore nazionale dell’edilizia attraverso un accordo ponte cantonale, rinnovi taciti, striminziti accordi salariali che non si faranno nemmeno sentire nelle tasche dei lavoratori in alcuni settori dell’artigianato edile, situazioni ancora oggi aperte senza una ragione plausibile (trattative in corso o quasi), senza contratto dal 1.1.2012 nel settore del granito… tutti sinonimi delle difficoltà nel ricercare tra le parti delle soluzioni eque, ragionevoli e soddisfacenti.

 Le paure espresse su «il Lavoro» n. 2 di quest’anno, a proposito delle misure di risparmio del governo Monti sulle aziende di navigazione dei laghi, si sono purtroppo concretizzate…

La Navigazione Laghi di Garda, Como e Maggiore ha infatti subito un taglio di undici milioni di Euro che avrà pesanti conseguenze anche sul versante svizzero del lago Maggiore servito, in virtù di una convenzione tra la Svizzera e lo Stato Italiano, rinnovata nel 1996, dall’Italia. L’azienda, già così duramente colpita, ha subito anche l’aumento dell’Iva e dei costi del carburante.

 Il Consiglio federale ha deciso di proporre la ratifica della Convenzione n. 183 sulla tutela della maternità dell’Organizzazione internazionale del lavoro. In tal modo anche il nostro Paese si impegna ad adeguarsi a tutte le disposizioni della convenzione e in particolare al diritto alla retribuzione delle pause per le lavoratrici che allattano. In questa direzione si era espressa con un’iniziativa parlamentare nel maggio dello scorso anno la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale.

Il Governo nel suo comunicato dello scorso 22 febbraio osserva che «la questione non è disciplinata in modo approfondito né nel diritto del lavoro pubblico né in quello privato e non esiste nemmeno una giurisprudenza del Tribunale federale a questo proposito».