Cari amici lavoratori cristiani, mi è stata data l’opportunità di scrivervi un augurio in occasione delle prossime festività natalizie. 
Mi presento: sono don Marco Dania, parroco della comunità di san Nicolao della Flüe a Lugano. Il Vescovo della nostra diocesi mons. Valerio Lazzeri mi ha affidato l’incarico di essere il vostro assistente spirituale e ho accettato con passione questa nuova avventura della fede. Amo le sfide e penso che la tutela dei lavoratori e dei loro diritti sia un compito che debba vedere la Chiesa impegnata in prima linea. Il nostro sindacato ha radici profondamente cristiane e mons. Lugi Del Pietro, primo segretario cantonale, del quale quest’anno facciamo memoria del quarantesimo anniversario della morte, ci ha lasciato una grande eredità: una vita per la giustizia. Ed è proprio la giustizia il nostro impegno prioritario. Che ciascuno di noi spenda le proprie energie, il proprio entusiasmo, la propria passione per rendere la nostra società più giusta.   Di quella giustizia che viene da Dio e che Cristo buon pastore ci ha mostrato prendendosi cura delle sue pecore, abbandonando le novantanove nel recinto per andare a cercare la smarrita e ricondurla a casa. Vorrei tenere in mente questa immagine e insieme a voi farmi vicino a tutti coloro tra nostri iscritti in primis, ma anche tra tutti i lavoratori del nostro Cantone, che sentono il bisogno di avere una parola di fiducia, di incoraggiamento, di speranza. Ho in mente due figure: quella di Nicolao della Flüe e quella di san Giuseppe. Entrambi uomini giusti. Il santo patrono della Svizzera era un grande lavoratore dei campi, ha costruito con le sue mani la propria casa e ha insegnato il lavoro a propri figli, ma soprattutto ha esercitato la funzione di giudice cercando di tutelare i più deboli. Ho presente l’episodio in cui prende le difese di un contadino a cui un ricco signore ha cercato con l’imbroglio di togliere il possesso del proprio campo. E san Giuseppe uomo giusto, patrono dei lavoratori, che mette in gioco la propria reputazione per difendere Maria incinta, protegge con coraggio il bambino dalle minacce di Erode e insegna il lavoro del carpentiere al figlio di Dio.
Non mi addentro nel cogliere le sfumature della loro straordinaria vita, li offro a voi e a me come modelli di uomini giusti, ma soprattutto come persone totalmente conquistate da Cristo. È Cristo, infatti, che vi invito a conoscere, amare e servire, intensificando il vostro rapporto con lui e sostenendo i fratelli. Il Natale, aldilà delle emozioni che può suscitarci con la sua atmosfera un po’ ovattata e ricca di nostalgia, è la memoria della nascita di Cristo, splendore della Verità. Solo in lui possiamo trovare, pace, gioia e serenità. Solo lui con la potenza del suo Spirito può sostenere il nostro cammino e renderci veramente fratelli. In queste feste natalizie, ritagliamoci del tempo per entrare, come san Nicolao, nel nostro Ranft, in quel luogo spirituale in cui possiamo percepire la viva presenza di Cristo che viene a nascere nel nostro cuore. Contempliamo la luce che rifulge dalla mangiatoia di Betlemme con gli occhi di Giuseppe, innamorato di Gesù e Maria e lasciamoci attrarre dallo sguardo del bambino divino.
A voi e alle vostre famiglie, con affetto, porgo i più sinceri auguri per un Natale di pace e un anno nuovo ricco di speranza.
 
Don Marco Dania, assistente spirituale OCST