Stampa
Proprio in questi giorni gli esperti del gruppo economico della Confederazione hanno elaborato un progetto di previsioni per la fine del corrente anno e soprattutto per l’anno 2021.
Secondo questo gruppo le prospettive per l’anno in corso e quelle del prossimo anno sono meno negative di quanto si temeva nel mese di giugno dove le percentuali del tasso di disoccupazione lievitavano in maniera esponenziale.
Infatti, in seguito all’allentamento delle misure di politica sanitaria, l’economia svizzera ha iniziato un lieve ma costante recupero, dove, sul fronte dei consumi e su quello degli investimenti, la domanda ha superato le aspettative. 
Anche le domande di richieste di lavoro ridotto, approntate dalle aziende, sono state sostanzialmente inferiori, da luglio ad oggi, rispetto a quanto previsto ad inizio estate quando si ipotizzava una difficile ripresa nel corso del secondo semestre del 2020.
Secondo gli esperti questa piccola ripresa continuerà anche in questo periodo dove alcuni rami economici, quali ad esempio il settore alberghiero e della ristorazione, hanno potuto approfittare del fatto che gli svizzeri hanno viaggiato meno all’estero.
Altri settori invece hanno avuto difficoltà a recuperare il terreno a causa di una maggiore dipendenza dalla congiuntura internazionale, come ad esempio nell’industria manifatturiera, o a seguito di un impatto più diretto della pandemia e delle misure adottate (come ad esempio per il turismo internazionale e per i grandi eventi). 
Emerge quindi un aumento del numero delle persone disoccupate, a livello svizzero di quasi 50’000 unità rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019.
Il gruppo di esperti, in seguito a queste considerazioni, ha previsto una riduzione del PIL del 3,8% che sostanzialmente appare meno rimarcata rispetto alle previsioni di giugno, dove addirittura si prevedeva una diminuzione del 6,2%. Conseguentemente anche il tasso di disoccupazione a livello svizzero si prevede che raggiunga una media annuale, per l’anno in corso, del 3,2% a livello svizzero mentre a giugno addirittura prevedevano una percentuale del 3,8%.
Nel prossimo anno 2021 la situazione internazionale sarà caratterizzata da una certa differenza, dove i paesi del sud Europa, improntati sul turismo, subiranno le conseguenze della crisi causata dal «Coronavirus» mentre altri paesi, tra i quali gli Stati Uniti e la Germania dovrebbero riprendersi con maggiore vigore. In generale l’economia tornerà a livelli pre-crisi a passi piuttosto lenti con problematiche rimarcate soprattutto nei settori dell’industria svizzera di esportazione maggiormente sensibili alle variazioni congiunturali. In questo contesto il mercato del lavoro dovrebbe migliorare ma molto lentamente con una previsione di percentuale media svizzera di disoccupati, per l’anno 2021, che si aggirerà intorno al 3,4% (a giugno si prevedeva una percentuale del 4,1%).
Queste sono indicazioni estrapolate da contatti avuti con il gruppo di esperti della Confederazione che però, mai come quest’anno, pongono importanti riserve legate soprattutto alla pandemia. In particolare vi è la possibilità che il recupero venga interrotto da un eventuale parziale blocco delle attività. 
In questo caso sarà importante essere vigili ed attenti, soprattutto nel nostro Cantone, in quanto questi aspetti negativi potrebbero far crescere notevolmente la probabilità che si verifichino effetti economici di secondo impatto, come ad esempio un taglio consistente di posti di lavoro oppure un grande numero di aziende insolventi. 
In questo contesto a mio avviso gli aiuti economici alle aziende e quindi indirettamente ai lavoratori potranno essere fondamentali per conservare quel tessuto economico raggiunto con difficoltà in tanti anni di forte lavoro e che potrebbe essere minato qualora le istituzioni non siano presenti con importanti e concreti aiuti.
Di certo la piccola diminuzione del tasso di disoccupazione, rilevata nel mese di settembre 2020, non deve farci pensare che i problemi si stiano concretamente risolvendo in quanto il percorso per raggiungere i livelli del periodo pre-crisi sarà lungo, difficile ed irto di imprevisti che i nostri economisti hanno già ben definito.
Sarà quindi a mio avviso importante che le autorità preposte siano costantemente aggiornate e soprattutto siano pronte ad aiutare, in senso lato del termine, l’economia, le aziende in difficoltà, i lavoratori e le persone in cerca di una nuova occupazione per evitare una crisi che produca, inizialmente, proprio una forte diminuzione dell’offerta di posti di lavoro.
 
Luca Camponovo, Responsabile Cantonale della Cassa Disoccupazione OCST