Docenti

Stando allo studio «Lavorare a scuola» condotto dal CIRSE risulta che il burnout lavorativo è più frequente nella scuola dell’obbligo, dove il divario tra le aspettative espresse dalle autorità scolastiche e le condizioni di lavoro è maggiore: fra i docenti delle scuole dell’infanzia il 20,3% soffre di burnout, mentre alle elementari il 24,2%.
L’indagine «Lavorare a scuola. Condizioni di benessere per gli insegnanti» - curata da L. Castelli, A. Crescentini e J. Marcionetti – conta 91 pagine e ha preso le mosse dalla richiesta del DECS del 2011 per conoscere i dati quantitativi e qualitativi sullo stato di salute dei docenti nel nostro Cantone. Due erano quindi gli obiettivi:
a) quantificare la presenza del disagio e della sindrome da burnout;
b) indagare i fattori associati al disagio e al burnout sul posto di lavoro.
La Scuola che verrà è un prodotto del Concordato intercantonale HarmoS?
Il messaggio governativo 7339 del 5 luglio 2017 suggerisce che il progetto di riforma denominato La scuola che verrà sia almeno correlato con il concordato intercantonale Harmos, se non addirittura un suo prodotto.
OCST-Docenti - Codice etico a Lugano: un testo ambiguo e genericoÈ sufficiente una rapida lettura del comunicato stampa del 21 febbraio 2017 emanato dal Municipio di Lugano (vedi in basso) per capire come il Codice etico, la cui sottoscrizione è intesa come obbligatoria per ogni futuro docente, in realtà si muova ambiguamente e pericolosamente su piani diversi.
 
Lo stesso istoriato pubblicato dal Comune rivela chiaramente infatti che il documento è nato nel 2014 prioritariamente per rispondere ai ben noti problemi della gestione delle relazioni affettive inerenti non solo agli allievi, ma anche al comportamento degli insegnanti, il che è confermato, tra l’altro, anche dalla rilevanza del ruolo svolto nella preparazione del documento da parte della valida professoressa Myriam Caranzano, esperta in materia.
Il 6 marzo il sindacato OCST Docenti ha indetto un’assemblea alla quale il presidente Gianluca D’Ettorre, ha presentato il progetto di risposta alla seconda consultazione sul documento «La scuola che verrà» con lo scopo di raccogliere osservazioni e proposte.