Edilizia

La Società svizzera impresari costruttori, sede centrale di Zurigo, ha recentemente pubblicato i dati salariali relativi al proprio settore di attività.
Dati statistici che, anche a volere essere maliziosi, non possono essere confutati nella misura in cui sono stati rilevati dalle imprese sulla base di un’indagine corretta e documentata.

Le trattative di rinnovo dei contratti e delle convenzioni salariali per l’anno 2012 nei settori dell’edilizia principale e rami affini, sono state particolarmente impegnative.

Settori professionali con molte occasioni di lavoro ed un mercato che tira alla grande, ritmi di lavoro sui cantieri sempre più intensi, i lavoratori che - a ragion veduta - pretendono di essere pagati per il proprio sudore e partecipare economicamente alla divisione dei profitti. A questo aggiungiamo una politica dei prezzi al ribasso, una concorrenza dall’estero sempre più «fantasiosa» ed aggressiva, una concorrenza interna ancora più difficile da controllare poiché gli abusi sui cantieri - sempre più spesso - sono coordinati da imprese. E poi chi più ne ha più ne metta con pagamento dei salari in euro con un cambio «à la carte» puntualmente svantaggioso per chi lo riceve, aziende e committenti locali di modestissima caratura etico-professionale e di una incoerenza che grida vendetta al cielo (quelli, per intenderci, che si lamentano della libera circolazione delle persone di lunedì ma poi assumono e sfruttano manodopera frontaliera o lavoratori distaccati di martedì).

0512-foto_di_Ernst_ZlleNella tarda serata di venerdì 9 marzo i sindacati hanno raggiunto un accordo di massima con la Società svizzera impresari costruttori (SSIC-CH) per il rinnovo del Contratto nazionale mantello dell’edilizia.

Qualora tutte le istanze dovessero avallare il risultato delle trattative di venerdì scorso, si potrà finalmente uscire dal vuoto contrattuale in essere dal 1. aprile 2012.

Il 29 marzo prossimo SYNA e OCST organizzano la conferenza dei quadri dell’edilizia, mentre la SSIC-CH ha indetto un’assemblea straordinaria dei delegati per il giorno stesso.

Paolo Locatelli

 

Le trattative di fine anno 2011 nei settori dell’edilizia e dei rami affini sono state, e in taluni casi lo sono tutt’oggi, in salita. Tamponata la pericolosa falla venutasi a creare con il vuoto contrattuale nel settore nazionale dell’edilizia attraverso un accordo ponte cantonale, rinnovi taciti, striminziti accordi salariali che non si faranno nemmeno sentire nelle tasche dei lavoratori in alcuni settori dell’artigianato edile, situazioni ancora oggi aperte senza una ragione plausibile (trattative in corso o quasi), senza contratto dal 1.1.2012 nel settore del granito… tutti sinonimi delle difficoltà nel ricercare tra le parti delle soluzioni eque, ragionevoli e soddisfacenti.

 Le trattative di fine anno nei settori dell’edilizia principale e dei rami affini sono state particolarmente nervose e povere di contenuti: i lavoratori, che vivono la propria quotidianità sui cantieri, sanno meglio di altri distinguere una situazione congiunturale difficile da un settore in piena salute.
Tutti gli indicatori economici hanno dimostrato, prevedendo una continuità anche per tutto l’anno 2012, un comparto edile che tira e solo gli analisti più prudenti citano per dovere di firma una imminente bolla immobiliare.
La produttività, che si traduce sui cantieri in modo devastante con un aumento dei ritmi di lavoro, è in costante ascesa da almeno una decina di anni.