Frontalieri

 
Alcuni dei cambiamenti che il Covid-19 ha introdotto nelle nostre vite sono destinati a sopravvivere anche dopo la fine della pandemia. Tra questi vi è la crescente diffusione che sta avendo il telelavoro (homeoffice). Poche aziende in passato hanno fatto ricorso a questa soluzione, perlopiù utilizzandola quale tampone provvisorio per emergenze di breve durata.
I dipartimenti tecnici dell’Unione Europea hanno dato il loro consenso ufficiale ad una proposta in materia di disoccupazione elaborata dalla Conferenza europea dei sindacati (CES/ETUC, www.etuc.org).
Da qualche mese la rete è tappezzata di annunci pubblicitari secondo i quali, grazie a recenti sviluppi legislativi, “la maggior parte dei frontalieri” avrebbe diritto a richiedere un parziale rimborso delle imposte alla fonte pagate in Svizzera potendo rivendicare l’applicazione delle deduzioni e detrazioni fiscali a cui hanno diritto i cittadini svizzeri e i domiciliati (versamenti per il terzo pilastro, spese per i chilometri effettuati o per i pasti, ecc).
Si è tenuto lunedì 14 gennaio a Lugano un importante incontro diplomatico tra il Ministro degli Esteri italiano Enzo Moavero Milanesi e il consigliere federale svizzero Ignazio Cassis. Si è discusso di numerosi temi che riguardano i rapporti tra i due Stati, tra i quali l’accesso ai mercati finanziari, l’annosa questione di Campione d’Italia e non da ultimo il futuro del nuovo Accordo bilaterale sulla tassazione dei lavoratori frontalieri.
L’anno volge al termine e l’occasione è propizia per fare il punto della situazione su alcuni temi di stretta attualità che riguardano il mondo dei lavoratori frontalieri.