Frontalieri

Il Consiglio federale ha confermato la revisione della Legge federale sull’imposizione alla fonte del reddito già approvata dalle Camere del parlamento svizzero nel 2016. 
La modifica non fa altro che recepire una sentenza del Tribunale Federale di Losanna del 2010 che aveva di fatto sancito come ci fosse una discriminazione a livello fiscale tra gli svizzeri e i «quasi residenti», ovvero quei soggetti che pur non essendo dei domiciliati producono il 90% del reddito familiare in Svizzera.
Che fine ha fatto il nuovo Accordo sulla tassazione dei lavoratori frontalieri? Sono trascorsi ormai degli anni da quando i due Stati dichiararono di aver concluso le trattative. Era esattamente il dicembre del 2015. La firma ufficiale dell’Accordo non è però mai avvenuta a causa di varie ragioni. 
Promesse irrealizzabili, populismo sfrenato, slogan dell’uno contro l’altro, «il nemico del mio nemico è mio amico». Pensiamo lo si possa dire senza peli sulla lingua: negli ultimi anni la politica (in Italia e non solo) si è ridotta a questo. Il risultato? Una distanza a tratti incolmabile tra i cittadini e i suoi rappresentanti, una rabbia a poco a poco convertitasi in indifferenza, che è qualcosa di ancora peggiore.
«Il nuovo Accordo fiscale sulla tassazione dei frontalieri non verrà firmato dal Governo almeno fino alle prossime elezioni». La rassicurazione arriva direttamente da Vieri Ceriani, tecnico del Governo italiano e responsabile numero uno delle trattative bilaterali con la Svizzera.
Il Senato ha approvato un maxi-emendamento al Decreto-legge n.148 del 2017 che porta alcune novità interessanti per i frontalieri e i pensionati. Il tutto deve ancora essere approvato dalla Camera dei deputati, che sarà chiamata ad esprimersi a breve.