Dopo mesi di lavoro e di parziali delusioni, il Senato italiano ha approvato le proposte scritte dal Senatore Mauro del Barba in collaborazione con i sindacati OCST, Syna e Cisl. Si tratta di due importanti emendamenti inseriti nella legge-proroga della voluntary disclosure, ovvero la pratica di riemersione dei capitali non dichiarati detenuti da cittadini residenti in Italia.

In particolare si è proposto di poter regolarizzare i prepensionamenti con l’aliquota del 5% e di estendere l’esonero dagli obblighi di monitoraggio fiscale ai cointestatari e beneficiari di procure o deleghe sul conto salario del frontaliere. Affinché il tutto diventi legge è ora necessaria anche l’approvazione della Camera dei Deputati, un passaggio che ancora non ci permette di considerare i due emendamenti come del tutto ufficiali. Presentiamo nel dettaglio i contenuti delle due proposte.


- Prepensionamenti tassati al 5%
Tra i vari capitali regolarizzabili tramite la voluntary disclosure vi sono anche le rendite di prepensionamento erogate da enti svizzeri (es. FAR, RESOR, ecc.). Fino ad oggi si tendeva a tassare queste rendite con le aliquote IRPeF previste per le rendite pensionistiche italiane. Con il primo emendamento si è invece chiesto di poter regolarizzare i prepensionamenti pagando unicamente il 5%, ovvero la stessa aliquota già riservata per legge alle rendite AVS.
Si tratterebbe di una svolta storica che porrebbe la parola «fine» ad una battaglia durata per anni. Perché infatti tassare il prepensionamento con le aliquote IRPeF italiane, quando la rendita AVS da sempre viene tassata per legge al 5%? Inoltre non sempre le indicazioni dei commercialisti erano chiare e molti non hanno dichiarato queste rendite convinti che si trattassero di importi parificabili ai salari (quindi non tassati in Italia, perlomeno per i frontalieri residenti in fascia di frontiera).
Come detto in apertura si tratta di un emendamento interno alla legge che regola la voluntary disclosure. Ne consegue che in caso di conferma per il momento la tassazione al 5% varrebbe solo per coloro che devono regolarizzare le rendite non dichiarate in passato. Il prossimo passo sarebbe poi garantire che l’aliquota del 5% diventi ordinaria anche per le rendite future.


- Esonero soggettivo dagli obblighi di monitoraggio fiscale per i cointestatari e beneficiari di procure o deleghe sul conto salario del frontaliere.
Grazie al secondo emendamento si vuole estendere l’esonero dagli obblighi di monitoraggio fiscale anche ai cointestatari e ai beneficiari di procure o deleghe sul conto corrente del frontaliere. L’unica condizione è che il conto sia alimentato unicamente dai salari dell’intestatario.
In generale ogni cittadino residente in Italia con un conto corrente all’estero, è tenuto ad effettuare il monitoraggio fiscale, ovvero a compilare il riquadro RW del modello UNICO per denunciare tutti gli averi detenuti all’estero (soglia di esenzione di 10’000 € fino al 2014, 15’000 € per il 2015).
Il frontaliere in attività è tuttavia esonerato per legge dall’effettuare il monitoraggio fiscale qualora sul proprio conto abbia maturato unicamente i propri salari (in tal caso egli sarà tenuto a dichiarare soltanto la giacenza media del conto, peraltro solo se essa è superiore a 5’000 €). Se però il conto viene cointestato con un altro soggetto che non è frontaliere (esempio il coniuge), quest’ultimo fino ad oggi non era esonerato dal monitoraggio fiscale e pertanto avrebbe dovuto compilare ogni anno il riquadro RW del modello UNICO. Lo stesso vale anche per i beneficiari di procure o deleghe. Un clamoroso gap del sistema ma che fino ad oggi vincolava questi soggetti ad effettuare la voluntary disclosure, pena il rischio di dover pagare pesanti sanzioni. Ebbene, con l’emendamento presentato in Senato si vuole scongiurare del tutto questo pericolo.
Vale sempre quanto detto sopra: l’emendamento esonererebbe questi soggetti dall’obbligo di fare la voluntary disclosure, senza tuttavia poter contare su di un’applicazione automatica del provvedimento anche per le prossime stagioni fiscali.
Ora non ci resta che attendere l’esito della decisione della Camera.

Andrea Puglia, 05.11.15