Venerdì 15 novembre si è svolta la tradizionale assemblea annuale del Sindacato cristiano-sociale dei Funzionari di polizia.

All’ordine del giorno la cantilena che da alcuni anni si ripete con snervante regolarità: il risanamento del bilancio statale e i tagli salariali. «Quando lo Stato continua insistentemente ad attuare la solita politica dei tagli sui salari, ha detto il presidente Andrea Wehrmüller, la nostra categoria si sente profondamente delusa. Sì, perché ognuno di noi ha prestato un giuramento o promessa di difendere questo Stato, di far applicare le sue leggi e di garantire la protezione della popolazione. Ricevere ogni anno la busta paga decurtata, è come dire che facciamo bene il nostro lavoro, ma lo Stato non è in grado di garantirci il 100 per cento di quanto ci spetta».
L’assemblea ha fortemente criticato il bersaglio scelto dal Consiglio di Stato quest’anno: l’indennità per economia domestica e l’indennità pasto. «Vale a dire, ha commentato Wehrmüller, penalizzare i genitori con i figli piccoli e chi è costretto per motivi professionali ad un orario di lavoro irregolare. Sono stufo ed arcistufo di vedere che ogni anno il Cantone usa la nostra massa salariale come un bancomat».
Del resto varrebbe la pena, in tema di risparmio, spulciare la lista delle commesse, che nelle sue quasi cinquecento pagine contiene certamente ampi margini di manovra «piuttosto che pensare al solito, facile e comodo prelievo dalle tasche dei dipendenti pubblici».
E il Consiglio di Stato, per non far torto a nessuno, ha deciso appunto di colpire anche quest’anno i propri dipendenti proponendo di nuovo l’abolizione dell’indennità di economia domestica per chi ha figli fino a 12 anni. «Per fortuna, ha ricordato il presidente Wehrmüller, grazie all’attività assidua dei nostri sindacalisti, siamo riusciti a schivare questa ingiustizia».
L’altro scandaloso capitolo si riferisce all’indennità pasto che da Fr. 18 è passata a 8. Si è parlato, in questo caso, di tagliare il superfluo. «L’indennità pasto, ha ricordato il presidente, non è altro che un rimborso spese per il dipendente che non può, per motivi di servizio, usufruire di un pasto. Il datore di lavoro è tenuto a risarcire il dipendente ed è scandaloso che in un momento nel quale i prezzi non sono certo diminuiti, l’indennità pasto sia stata decurtata del 55 per cento!».

Il futuro della polizia
In questi ultimi mesi si è tornati a parlare di Polizia unica, un argomento che sta molto a cuore al nostro sindacato. C’è tuttavia il timore, ha ricordato Wehrmüller, «che sia solo uno specchietto per le allodole allo scopo di distrarre i nostri politici sulla necessità di potenziare gli effettivi della Polizia cantonale. Abbiamo bisogno di più forze sul terreno e specialmente di adeguamenti dei comparti nei quali la regionalità ci richiede di essere puntualmente presenti nelle regioni periferiche».
È finalmente pronta la nuova sede della Scientifica che si sta rivelando il fulcro cantonale per la condotta e gli annessi servizi del Comando. Bisogna lavorare ancora tanto, per esempio, per la realizzazione della centrale cantonale d’allarme, cardine indispensabile per la gestione globale dei primi interventi.
Sembra che finalmente il 2014 sarà l’anno della discussione dei piani di carriera e delle classi di stipendio. Le organizzazioni del personale saranno convocate per la discussione di questo importante dossier.
Andrea Wehrmüller ha colto l’occasione per ringraziare gli insegnanti Camponovo e Genini e Patrik Cruchon per la realizzazione dei Corsi dell’OCST di preparazione all’esame di ammissione alla scuola di polizia, che hanno avuto anche quest’anno un ottimo successo.
L’Assemblea è proseguita con un’interessante discussione e si è conclusa con la tradizionale cena, occasione di scambio di opinioni e di esperienze tra i colleghi della polizia e del sindacato.

 

Risoluzione

La 64esima Assemblea Ordinaria OCST Funzionari di Polizia ha adottato la seguente risoluzione.

L’Assemblea OCST riconosce che il riequilibrio dei conti del Cantone sia obiettivo condivisibile. Solo una situazione finanziaria solida consente allo Stato di offrire i servizi adeguati e di consolidare, attraverso opportuni investimenti, le prospettive di benessere della popolazione.
I nuovi tagli posti a carico dei dipendenti dello Stato esulano tuttavia da un’azione credibile di risanamento dei conti pubblici. Sono misure aleatorie che non forniscono alcun apporto duraturo. Manifestano piuttosto tangibili carenze nella concezione delle relazioni con il personale e con gli interlocutori sociali. L’infondatezza dei contributi nuovamente richiesti ai collaboratori va ben al di là della sua portata monetaria. Fa sì che il personale si percepisca come un ricorrente capro espiatorio, sul quale viene regolarmente scaricata l’incapacità di conferire un assetto più equilibrato alle finanze cantonali.
I Funzionari di Polizia contestano in particolare la scelta di due misure che penalizzano fortemente la loro categoria professionale, ossia l’abolizione dell’indennità per economia domestica e la riduzione dell’indennità per pasti a 8 franchi (attualmente CHF 18.00). Come si può chiedere alla Polizia una presenza costante e su tutto il territorio per garantire sicurezza a tutta la popolazione e nel contempo tagliare sulle spese che tale servizio comporta e non riconoscere i sacrifici chiesti alle famiglie?  
Questi provvedimenti confermano che il Governo considera i propri collaboratori come un fattore di costo piuttosto che il perno dei servizi offerti alla popolazione. La funzione pubblica riveste un valore cruciale che coinvolge necessariamente il personale. Il rispetto e la valorizzazione di entrambi sono inconciliabili con le manovrine che vengono scaricate sul personale. Occorre un ricupero della dignità della funzione pubblica che si traduce in una politica del personale che consideri il ruolo chiave dei dipendenti e che non sia in balia di contraccolpi finanziari.
Per questi motivi il Consiglio di Stato deve uscire dalla logica delle decisioni unilaterali, cogliendo l’importanza di rilanciare su nuove basi il rapporto e il negoziato con i sindacati, in particolare sulla rivalutazione salariale, sulla nuova scala salariale e sulla diminuzione dell’orario di lavoro per gli impiegati.
L’OCST sollecita il Gran Consiglio, nell’adozione del preventivo 2014, a rinunciare alla soppressione dell’indennità economia domestica e alla riduzione dell’indennità per pasti che costituiscono un’inutile e demotivante penalizzazione per coloro che hanno responsabilità familiari e sono pure sottoposti a un lavoro con orario irregolare.