Lo scorso dicembre 2024 i sindacati VPOD, OCST e SIT avevano denunciato la discriminazione subita da circa 300 assicurate all’Istituto di Previdenza del Cantone Ticino (IPCT), nate tra il 1961 e il 1965 e prepensionatesi entro la fine del 2023.

A seguito della riforma AVS 21, che ha aumentato progressivamente l'età di riferimento AVS per le donne, l’IPCT aveva infatti cessato di versare il supplemento sostitutivo AVS a questa generazione dai 64 anni (rendita ponte).

Ricordiamo che, grazie all’approfondimento giuridico commissionato e alla richiesta formulata dai Sindacati al Consiglio di amministrazione dell’IPCT, esso aveva stabilito ad inizio settembre del 2025 di richiedere un contributo al Cantone per compensare il mancato supplemento sostitutivo AVS. Ora, apprendiamo che il Consiglio di Stato ha confermato la disponibilità a finanziare la propria parte di contributi per coprire la prestazione alle assicurate penalizzate; una soluzione che, tendendo a risolvere il problema, sarà messa a carico del datore di lavoro.

Trattasi di una decisione che, a questo stadio, costituisce pertanto un seguito vittorioso dell’azione intrapresa dai Sindacati VPOD, OCST e SIT. Occorre rimarcare infatti che, un mancato riconoscimento del supplemento sostitutivo AVS a questa categoria di assicurate, avrebbe disatteso la Legge sull’Istituto di previdenza e configurato un’evidente discriminazione basata sul sesso rispetto agli uomini che si trovavano nella medesima situazione.

Posto che spetterà ancora al Consiglio d’amministrazione dare seguito alla decisione e agli altri datori di lavoro affiliati all’IPCT allinearsi all’esempio del Cantone, accogliamo con favore questo ulteriore passo decisivo a favore della correzione di un’ingiustizia che avrebbe coinvolto circa 300 donne assicurate. In quest’ottica, i Sindacati VPOD, OCST e SIT continueranno a vigilare affinché la soluzione sia definitivamente implementata in modo equo e tempestivo.