I Sindacati OCST, VPOD e SIT, rappresentanti degli assicurati attivi nel Consiglio di amministrazione dell’IPCT, accolgono con particolare insoddisfazione il mantenimento del tasso di remunerazione degli averi di vecchiaia per il 2026 all’1.75% e il respingimento della controproposta di un tasso al 2.25%.
In prima battuta, i Sindacati avevano sostenuto nel CdA la fattibilità e l’opportunità di stabilire un tasso di remunerazione più elevato, fino ad arrivare al 3%. Nel contempo, gli stessi avevano chiaramente rimarcato l’indisponibilità ad accogliere un tasso inferiore al 2%, ritenuto oltremodo insufficiente.
Premesso ciò, si è dovuto prendere atto dell’impossibilità di trovare una convergenza attorno al 3% (nonostante un appoggio di tutti i rappresentanti degli assicurati attivi), così come del rischio imminente di un tasso inferiore al 2% ad oggi imponibile dai datori di lavoro che detengono la presidenza del CdA.
In questo contesto, per ottenere un miglioramento concreto e sventare scenari peggiorativi alternativi, i Sindacati hanno rilanciato con un tasso di remunerazione del 2.25%: un importo avanzato, superiore dello 0.50% rispetto al 2025 e dell’1% al minimo LPP, suscettibile di raccogliere un più ampio consenso.
Va inoltre rimarcato che, grazie a una remunerazione pari ad almeno il 2%, si sarebbe a giusta ragione raggiunto il tasso tecnico applicabile alle persone già in pensione. Alla luce peraltro della performance solidamente positiva del 2025 e dell’attuale margine rispetto al percorso di risanamento, un aumento significativo rispetto al tasso dell’1.75% come quello proposto sarebbe stato ben giustificato.
Facendo leva sul doppio voto del presidente del CdA in una situazione di parità, i datori di lavoro hanno tuttavia affossato la richiesta del 2.25%: un chiaro atto di chiusura che, di fronte a una proposta equa e sostenibile, andrà a detrimento degli averi di vecchiaia degli assicurati e delle pensioni future.
In quest’ottica va dato atto con favore dell’accordo alla proposta sindacale del 2.25% dei rappresentanti di Erredipi, ritenuto che per il 2025 avevano perorato il 4% e quest’anno, a loro volta, dapprima il 3%.
Ora, sulla scorta di questa battaglia e malgrado l’ingiusto rifiuto dei datori di lavoro, i Sindacati OCST, VPOD e SIT continueranno a battersi con decisione per condizioni pensionistiche eque e dignitose.
Sindacati OCST, VPOD e SIT