Nella sua seduta dell’11 febbraio il Comitato direttivo dell’OCST ha preso posizione su tre temi in votazione il prossimo 8 marzo.
Legge federale sull’Imposizione individuale
La Legge federale sull’imposizione individuale propone di cambiare in modo strutturale il sistema fiscale svizzero, passando dall’imposizione congiunta dei coniugi alla tassazione separata di ogni persona adulta, indipendentemente dallo stato civile. L’OCST sottolinea che il sistema attuale pone delle questioni di equità: innanzitutto, nella dichiarazione d’imposta per i coniugi, il reddito della donna è considerato come accessorio a quello dell’uomo. In secondo luogo il cumulo dei redditi tende a creare un disincentivo al lavoro della donna.
Tuttavia il modello proposto dall’iniziativa aumenta la burocrazia, favorisce i redditi elevati e genera importanti perdite di gettito fiscale. È alto il rischio che le perdite fiscali vengano compensate con aumenti delle imposte, riduzione delle prestazioni e dei servizi alla popolazione o l’introduzione misure di risparmio a carico del personale pubblico e sociosanitario.
Per questo il sindacato OCST sostiene il “NO” alla Legge federale sull’imposizione individuale.
Iniziativa “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale e sociale!”
L’OCST da sempre denuncia e combatte il dumping salariale che purtroppo caratterizza in maniera strutturale il nostro mercato del lavoro.
Proprio per la natura strutturale del dumping in Ticino, negli anni si è reso necessario introdurre strumenti specifici, come il salario minimo legale e l’ampio ricorso, nel nostro Cantone più che altrove, ai contratti normali di lavoro con salari minimi vincolanti nei settori colpiti da dumping conclamato o da abusi ripetuti. Parallelamente, l’Ispettorato del lavoro e le commissioni paritetiche mantengono stabilmente il primato nazionale per numero di controlli effettuati.
Questo approccio, fondato sull’applicazione rigorosa delle misure di accompagnamento, ci ha portato alla situazione odierna, ovvero un sistema in grado di individuare le infrazioni con rapidità e di sanzionarle altrettanto rapidamente. Inoltre, grazie al volume elevato di controlli, le statistiche disponibili fotografano già oggi in modo molto preciso la realtà del mercato del lavoro ticinese. Il problema, tuttavia, è che si tratta in larga misura di dumping legale rispetto al quadro normativo vigente.
L’iniziativa non interviene sui meccanismi che permettono il dumping, ma si limita a produrre ulteriori dati su fenomeni che conosciamo già a fondo, appesantendo in maniera esagerata l’apparato dell’Ispettorato. Non fornisce nessuno strumento nuovo per combatterlo in quanto non introduce mezzi sanzionatori aggiuntivi, non rafforza i livelli salariali minimi e non interviene sulle condizioni normative che rendono possibile il dumping legale.
Per questi motivi il sindacato OCST sostiene il “NO” all’Iniziativa “Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale”.
Iniziativa “200 fr. bastano! (Iniziativa SSR)”
L’OCST reputa che un’informazione di qualità e disponibile per tutti sia essenziale per la democrazia. Ha inoltre a cuore l’occupazione e i salari nel nostro cantone. L’iniziativa vuole colpire in maniera distruttiva il servizio pubblico radiotelevisivo, dato che la sua riuscita provocherebbe, secondo le stime, la perdita di quasi 700 posti di lavoro considerando anche le aziende che beneficiano dell’indotto della SSR. In questo modo metterebbe anche a rischio la capacità della SSR di rispondere all’importante compito di informare la popolazione e di produrre contenuti nelle quattro lingue nazionali.
Per questo l’OCST sostiene il “NO” all’iniziativa “200 fr. bastano (Iniziativa SSR)”.