Questo pomeriggio durante l’assemblea del personale, il Commissario Guido Turati ha annunciato la revoca della moratoria e il decreto di fallimento di Darwin Airline (ore 15.00).

 La proprietà non ha infatti liberato le risorse necessarie per avviare il processo di riorganizzazione annunciato. All’assemblea era già presente Marco Piattini dell’Ufficio esecuzioni e fallimenti.

Una situazione che lascia a dir poco sconcertati sotto qualsiasi punto di vista e lascia aperti troppi interrogativi. Come mai è stata chiesta la moratoria se non c’era alcuna volontà di immettere liquidità? Se non c’era interesse nell’azienda, perché avviare questa procedura esponendo l’azienda ad un tracollo così drammatico? Perché, malgrado le iniziali dichiarazioni e promesse di rilancio, i nuovi proprietari non hanno voluto investire in questa società?

Una posizione sconcertante che svela gli intenti speculativi di chi non aveva nessun interesse a dare continuità a questa importante azienda. Fin da subito c’erano indizi di come sarebbe andata a finire: nessuna chiarezza su quali fossero gli interessi nell’acquisto di Darwin; nessuna informazione sulle garanzie e sulle intenzioni presentate al momento dell’acquisto. Le poche comunicazioni da parte della direzione sulla situazione hanno generato solo confusione che è risultata difficile da arginare e da gestire. Tutte indicazioni che rilanciano i forti dubbi sul management e sulla proprietà.

Domande poste in maniera esplicita e tempestiva da OCST in questi tre mesi nelle diverse occasioni d’incontro (dall’insediamento settembre, al trasferimento dei piloti da Roma a inizio ottobre, fino alla consultazione per i 15 licenziamenti di fine ottobre, che ha portato anche ad un istanza di conciliazione, poi sospesa per il rapido incedere degli eventi), a cui la nuova proprietà non ha mai dato risposte, nascondendosi dietro frasi di circostanza. È indubbio che il confronto trasparente con il sindacato, avrebbe arginato la situazione di caos e smarrimento in cui i dipendenti si sono trovati e avrebbe permesso di limitare i danni e i disagi che oggi dobbiamo affrontare.

Oggi dobbiamo purtroppo solo costatare un fallimento che mette in grandi difficoltà circa 250 persone, donne e uomini che avevano messo a disposizione con convinzione la loro professionalità anche nei diversi momenti difficili che questa azienda ha già dovuto affrontare.

A loro e alle loro famiglie va tutta la nostra solidarietà. OCST seguirà tutte le procedure e le rivendicazioni del caso (insolvenza, disoccupazione, recupero crediti ed altro ancora).

Rimane molto rincrescimento anche per la situazione dei piloti distaccati in Italia, una settantina di collaboratori, che oltre a perdere l’impiego non potranno accedere all’insolvenze e per i quali bisognerà attivare procedure straordinarie con le autorità Italia.