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L’OCST ha registrato negli ultimi anni un crescente numero di segnalazioni di abusi subiti dalla categoria degli impiegati amministrativi e gestionali ed una allarmante riduzione dei salari.

Preoccupa la gravità di alcune situazioni: salari inadeguati al ruolo, alle responsabilità e alla formazione, assenza della tredicesima mensilità, mancato pagamento delle ore extra, flessibilità a solo vantaggio del datore di lavoro con assenza di misure che tutelino il bilanciamento con la vita privata, pianificazione delle ferie e dei riposi che tiene conto solo delle priorità aziendali e valorizzazione dei diritti al minimo di legge, ricorrenti situazioni di stipendi insoluti e numerosi casi di fittizio lavoro a tempo parziale.
 
Inquieta che condizioni del genere siano registrate in contesti professionali dove sono previsti contratti collettivi nazionali, cantonali e contratti aziendali di lavoro.
 
Il sospetto è che la figura intermedia e trasversale dell’impiegato non trovando collocazione nei diversi ambiti contrattuali e nelle differenti categorie definite, venga quindi trattata a parte ed a condizioni che permettano all’azienda un risparmio a danno delle lavoratrici e dei lavoratori del settore.
 
La presenza inoltre di numerosi contratti normali di lavoro che si sono resi necessari per sedare sfruttamenti, eccessi ed illeciti nei settori professionali del terziario conferma purtroppo una tendenza che ci turba.
 
OCST chiede pertanto:
 
 
OCST è convinta che migliori condizioni contrattuali restituiscano migliori prestazioni e che un contesto fatto di contratti all’avanguardia influenzati dal rispetto delle esigenze fondamentali della persona, elevi il livello del fare impresa aumentando inevitabilmente il contesto professionale del territorio.
 
L’impiegato rappresenta il simbolo di un contesto lavorativo sano e innovativo perché è sintesi di competenze e professionalità al servizio dello sviluppo: dimenticarsi di questa categoria significa decidere di non crescere.
 
Ci aspettiamo che le associazioni padronali si dimostrino aperte alla contrattazione collettiva provando che i segni di apertura manifestati durante la campagna per la votazione sull’Iniziativa di limitazione non fossero solo funzionali all’ottenimento del consenso.
 
Il nostro impegno è chiaro e sarà determinato, ci aspettiamo e ci auguriamo disponibilità da parte di tutti i settori e gli enti professionali coinvolti, nella certezza che una discussione ed un confronto aperti e sinceri non possano che restituire un livello maggiore di consapevolezza e sviluppo.
 
Paolo Coppi, Claudio Isabella, Nenad Jovanovic