L’aumento dei servizi ha generato abusi e dumping salariale. I sindacati chiedono una revisione del finanziamento pubblico e rafforzano i controlli sull’applicazione del CCL.

Negli ultimi anni il settore ha conosciuto un fortissimo aumento del numero di servizi, che oggi sfiorano le 60 unità. Questa crescita, unita alla presenza di servizi a scopo di lucro con interessi spesso divergenti, ha fortemente fragilizzato la comunità contrattuale e favorito un incremento degli abusi nelle condizioni di lavoro.
In particolare, si è assistito a un significativo abbassamento delle mediane salariali. Se da un lato questo consente a taluni servizi di realizzare profitti, dall’altro penalizza i servizi virtuosi, che investono nella fidelizzazione del personale e nel rispetto delle condizioni previste dal contratto collettivo.
Per questo motivo OCST e le altre organizzazioni firmatarie del CCL hanno deciso di intervenire chiedendo una modifica sostanziale dei meccanismi di finanziamento pubblico, affinché i costi del personale siano riconosciuti in modo effettivo e vengano premiati i servizi che rispettano le regole contrattuali (vedi lettera).
Le Organizzazioni sindacali, con il sostegno dei datori di lavoro membri della commissione paritetica, hanno inoltre deciso di intensificare i controlli, allo scopo di garantire una corretta applicazione del contratto collettivo.
Anche in questo settore, caratterizzato dal lavoro a domicilio, vi invitiamo a segnalarci eventuali abusi. Questo approccio ha già permesso di attivare diverse segnalazioni alle autorità competenti e di sanare situazioni divenute inaccettabili.