Il Comitato OCST-Docenti prende atto dell’esito della votazione su “La scuola che verrà” e auspica che il percorso di rinnovamento della scuola riprenda su nuovi presupposti.

Ora, prima di affrettarsi, sotto la spinta di dinamiche politiche, ad aggiungere ulteriori modifiche a quanto è già stato introdotto recentemente nella scuola con i piani di studio, con l’insegnamento della religione, con la separazione della civica dalla storia,… occorre una riflessione pacata sullo stato attuale, con un bilancio dei pregi e dei difetti al quale riferirsi per identificare obiettivi chiari e ragionevoli, ed elaborare di conseguenza interventi mirati, trasparenti e immediatamente coerenti con gli scopi prefissati. In questi mesi è stata affermata unanimemente l’importanza dei docenti nel “fare una buona scuola”: è giunto finalmente il momento di dare sostanza a queste parole e di porre i docenti nelle condizioni di adempiere al mandato attribuito loro dalla società!

È necessario ripartire dalla base, ascoltare e coinvolgere gli insegnanti sin dalla fase di progettazione, sia attraverso i collegi docenti, sia tramite i rappresentanti delle associazioni magistrali e sindacali, ottenendo la maggiore aderenza alla realtà ed il maggiore consenso possibili, com’è avvenuto per l’istituzione della scuola media unica, affinché la lettura della situazione, la condivisione delle scelte e la corresponsabilità dei partecipanti riducano dalle origini le incomprensioni, gli errori e le distanze tra le posizioni, usando al meglio il tempo a disposizione.

Infine il Comitato ribadisce l’urgenza di una valutazione del “Piano di studio della scuola dell’obbligo” a tre anni dalla sua introduzione, da compiersi attraverso una procedura che garantisca ai docenti e alle loro associazioni la piena libertà di esprimersi su ogni suo singolo aspetto.