Il sindacato OCST-Docenti ha presentato i risultati del sondaggio realizzato tra settembre e ottobre 2024, che ha coinvolto 631 insegnanti ticinesi, pari a circa il 10% del corpo docente cantonale. L’indagine, arricchita da oltre 4’200 osservazioni libere, offre una fotografia delle sfide quotidiane vissute dagli insegnanti dalla scuola dell’infanzia al post-obbligatorio e mette in luce criticità che richiedono interventi mirati per rafforzare il sistema scolastico.

Un lavoro sempre più complesso
I docenti ticinesi denunciano un continuo aumento del carico di lavoro, in particolare a causa delle riforme e delle incombenze burocratiche. Più di un terzo dei rispondenti sottolinea la necessità di semplificare le procedure amministrative, per poter concentrare le energie sulla didattica e sulla relazione con gli studenti.

Valutazione del proprio lavoro, dialogo e risorse
Molti insegnanti esprimono il bisogno di un dialogo più costante e costruttivo con le direzioni scolastiche, anche attraverso momenti di confronto che valorizzino il loro contributo.
In particolare risulta molto carente il sistema di valutazione del lavoro dei docenti. Il 69% degli insegnanti dichiara di non ricevere un riscontro regolare sul proprio lavoro e il sistema di valutazione riceve un punteggio di 2,6 su 5.
A ciò si aggiunge la carenza di mezzi didattici e tecnologici: un docente su tre afferma di dover ricorrere a risorse personali per sopperire alle mancanze.

Autonomia e formazione
Una parte significativa dei rispondenti chiede maggiore libertà nelle scelte didattiche, e percorsi di formazione continua più mirati e meno vincolanti. L’autonomia professionale è ritenuta una condizione indispensabile per offrire un insegnamento di qualità.

Le proposte di OCST-Docenti
Alla luce di questi risultati, il sindacato OCST-Docenti avanza alcune proposte concrete, tra cui ad esempio:
•    ridurre il peso burocratico, rafforzando il personale amministrativo a supporto delle scuole;
•    rivedere i parametri organizzativi, in particolare il numero massimo di allievi per classe e i carichi legati alla co-docenza;
•    prevedere sgravi orari per chi lavora con molte classi, su più sedi o in progetti didattici particolarmente impegnativi;
•    introdurre figure di supporto e creare spazi di confronto pedagogico tra colleghi;
•    valorizzare la professione con una selezione trasparente dei quadri, un ascolto reale delle istanze e una politica del personale che renda di nuovo attrattivo il mestiere di insegnante.

Una scuola che ascolta i suoi docenti
Il sondaggio mostra che gli insegnanti chiedono di essere ascoltati e riconosciuti nel loro ruolo. Meno burocrazia, più dialogo e una valorizzazione concreta della professione emergono come priorità condivise.
OCST-Docenti si impegna a portare queste istanze ai tavoli di confronto con le autorità scolastiche, affinché la scuola ticinese possa continuare a essere un luogo di educazione e crescita, fondato sul riconoscimento, la passione e la professionalità dei suoi docenti.


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