L’assemblea intersindacale e intersettoriale convocata dai Sindacati OCST, VPOD e SIT, tenutasi il 22 ottobre 2025 presso Inclusione Andicap Giubiasco, adotta la seguente Risoluzione sul preventivo 2026.
Premesso che:
- il personale del settore sociosanitario, socioeducativo, dello Stato, dell’OSC, della scuola e della polizia si è riunito, con spirito unitario, unitamente ai Sindacati OCST, VPOD e SIT;
- l’assemblea ha inteso discutere collettivamente e proattivamente delle preoccupazioni, richieste e prospettive d’azione in relazione al preventivo 2026 del Canton Ticino.
Ritenuto che:
- il preventivo 2026 reitera una politica di contenimento della spesa pubblica che, nel solco dei tagli degli anni precedenti, colpisce duramente i servizi pubblici, parapubblici e l’utenza;
- la situazione politica che si prospetta nel prossimo futuro e le posizioni delle associazioni padronali e delle maggioranze politiche rischiano di avere conseguenze devastanti per i lavoratori e la cittadinanza;
- tale orientamento comporterà un insostenibile deterioramento dei servizi fondamentali, un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro e un’erosione del potere d’acquisto;
- le misure di risparmio previste si concretizzano in carichi di lavoro insopportabili, perdita di impieghi, limitazione delle progettualità, svalorizzazione professionale e incertezza;
- che questi tagli provocheranno nuovi bisogni, cronicizzano i problemi, generando costi aggiuntivi;
- la progressiva riduzione delle risorse, a fronte di bisogni e volumi di lavoro in aumento, sta seriamente pregiudicando il diritto alle cure, all’istruzione e al sostegno della cittadinanza;
- le problematiche che affliggono il nostro Cantone sono anche imputabili al fallimento delle politiche economiche e finanziarie intraprese dalla nostra classe politica;
- per scongiurare uno smantellamento del servizio pubblico e del partenariato sociale, urge un cambio di rotta che rimetta al centro le persone, il lavoro e la qualità dei servizi.
Si rivendicano:
- un aumento del finanziamento agli enti sociosanitari e socioeducativi, ancora bersagliati da una riduzione dei contributi, per difendere le condizioni di lavoro e la qualità delle cure, dell’accompagnamento e della presa a carico;
- delle misure volte a salvaguardare il potere d’acquisto, aumentando i salari soprattutto per le fasce più basse, recuperando per tutti almeno il carovita non riconosciuto negli ultimi anni e preservando le condizioni pensionistiche;
- la tempestiva concretizzazione dell’adeguamento delle classi salariali nelle case anziani a quelle dell’EOC e della rivalutazione salariale della funzione di infermiere presso l’OSC;
- la revoca della non sostituzione del personale partente del 10% nell’amministrazione, prospettata in modo indiscriminato e cumulato nei prossimi 3 anni (fino a ben il 30%);
- coraggiosi investimenti nella scuola pubblica, che permettano di rispondere alle crescenti sfide educative e al precariato dilagante (ad es. riducendo il numero di allievi per classe);
- la rinuncia ai tagli che colpiscono in particolare la Croce Rossa, che rischiano di portare a 35 licenziamenti e a una drastica riduzione dell’accompagnamento di minori/giovani adulti.
- condizioni quadro e risorse finanziarie adeguate alla presa a carico degli oneri formativi per i nostri studenti e per chi è chiamato a formarli;
- il pieno diritto di poter informare i famigliari, l’utenza, i lavoratori e la società sulle gravi conseguenze che stanno comportando le misure di risparmio.
Si conviene di:
- pretendere a breve un incontro dei Sindacati con il Consiglio di Stato e la Commissione Gestione e Finanze, in modo da perorare le suddette preoccupazioni e rivendicazioni nel solco di un autentico partenariato sociale;
- promuovere una giornata d’azione sui posti di lavoro e sul territorio mercoledì 19 novembre, che tematizzi i diversi settori colpiti dai tagli e diffonda la petizione del punto 4;
- proseguire la mobilitazione lanciando come OCST, VPOD e SIT una manifestazione ampia, plurale e aperta ad altri attori disponibili in data sabato 29 novembre a Bellinzona;
- sostenere la petizione sindacale ‘‘Misure di risparmio: è ora di cambiare rotta!’’, da consegnare al Governo e al Parlamento alla seduta di Gran Consiglio di dicembre;
- rimanere pronti ad adeguare le misure di lotta, in considerazione dell’evoluzione della situazione politica e del grado di soddisfacimento delle rivendicazioni formulate, senza escludere lo sciopero generale.