Istituto per Anziani San Carlo

Con risoluzione del 23 ottobre 2020, il Consiglio Comunale della Città di Locarno ha definitivamente adottato lo Statuto di Ente Autonomo di diritto comunale per l’Istituto per Anziani San Carlo, che entrerà in vigore il prossimo 1. gennaio. Si ricorda che tale ordinamento era stato presentato ed accettato anche dal personale della Casa per Anziani, in un’assemblea che si era tenuta già ad inizio aprile dell’anno scorso; il Municipio, soddisfatto della risposta positiva, ha così iniziato la procedura licenziando il messaggio municipale.
Tale ordinamento permette alla direzione di lavorare con una maggiore autonomia rispetto a prima, velocizzando così ogni procedura. Chiaramente la Commissione del Personale svolgerà un ruolo primario di consultazione e di tramite con il personale e il Sindacato. A tutela del personale e della Casa per Anziani, il Municipio manterrà comunque la maggioranza dei membri in seno al consiglio direttivo. In aggiunta a ciò, verrà adottato a partire da gennaio 2021 il CCL ROCA, attivo nella maggior parte delle Case per Anziani del Cantone.
Purtroppo a causa della situazione pandemica non ci è stato possibile effettuare le regolari permanenze presso l’Istituto, che riprenderanno appena possibile. Nel frattempo, i funzionari del Sindacato OCST sono a vostra disposizione per approfondire vari aspetti del CCL che entrerà in vigore. Non esitate dunque a contattare Carlo Vanoni allo 079 390 04 02 ed Elena Albanese allo 076 569 44 58.
 

Locarno: trasformazione in ente autonomo per l’azienda acqua potabile

In data 14 ottobre il Municipio di Locarno ha indetto un’assemblea del personale attivo presso il servizio acqua potabile di Locarno per presentare anche per questo settore un progetto di trasformazione in Ente Autonomo di diritto pubblico. I motivi che hanno portato a questa proposta derivano dalla necessità di velocizzare le decisioni, sgravare il municipio da queste attività e parallelamente sfruttare al meglio le competenze gestionali di persone competenti nell’ambito. In futuro, infatti, si prevede di ampliare il servizio ai comuni limitrofi, incrementando così l’attività lavorativa e permettendo di aumentare il personale, che sarà maggiormente formato e specializzato. Il Sindacato OCST si rallegra del fatto che il personale toccato da questo cambiamento continuerà comunque ad essere assoggettato al Regolamento Organico del Personale della città di Locarno, che garantisce sicuramente ottime tutele.
I dipendenti presenti alla serata, praticamente tutti gli attivi presso il servizio, hanno avuto modo di porre le loro domande ai responsabili del progetto e al termine dell’incontro hanno espresso il loro parere positivo riguardo a questa trasformazione.
Ora che il Municipio ha l’approvazione da parte del personale e dei Sindacati, si attendono i passi della politica: il messaggio verrà presentato al consiglio comunale già all’inizio del 2021. 
Nel frattempo una prima bozza dello statuto è già stata visionata da parte sindacale, che ha inoltrato le proprie osservazioni ai municipali.
Nel caso in cui i dipendenti desiderassero informazioni aggiuntive, potranno rivolgersi a Diana Camenzind, presso il segretariato OCST di Locarno, al numero 091 751 30 52.
 

Dipendenti Comunali di Locarno – indennità speciali

Riunitosi in assemblea il 29 settembre 2020, il personale del Comune di Locarno ha accettato quasi all’unanimità la nuova ordinanza per le indennità speciali, presentata dai municipali presenti in corpore. 
Il Sindacato OCST si rallegra di questo risultato, che scaturisce da mesi di trattative. In buona sostanza, il personale impiegato per il lavoro notturno riceverà un’indennità oraria pari a Fr. 14.-, portata a Fr. 11.- per il lavoro festivo (non cumulabili).
L’assemblea ha tuttavia richiesto a gran voce un impegno da parte del Municipio al fine di migliorare la pianificazione di alcuni servizi, garantendo a tutti le due giornate settimanali di riposo, a tutela della salute dei lavoratori stessi. Il Sindacato OCST si sta battendo al fine di inserire questa importante clausola all’interno del nuovo ROD, ancora attualmente soggetto a trattativa tra le parti.
 

Consegne a domicilio indigeste

Quest’anno, a causa dell’avvento della pandemia e alle conseguenti chiusure che ha comportato già dal mese di marzo, vi è stato un aumento esponenziale degli acquisti online tramite le piattaforme di consegna pasti a domicilio.
Uno sciame di «driver» si è mosso per tutto il cantone per deliziarci con le più disparate prelibatezze. Ma a che costo?
Ancora in questo periodo, a  causa della seconda ondata pandemica e il ritorno dei confinamenti, le ordinazioni online ricominciano ad arrivare copiose. Parallelamente, si assiste al proliferare di nuove aziende pronte a fornire corrieri (driver), disponibili a raggiugere qualsiasi angolo del cantone.
Questo tipo di lavoro è affidato principalmente a ragazzi o a persone che hanno difficoltà a trovare un’occupazione fissa, per disparati motivi (scarsa formazione, poca padronanza della lingua italiana, poca esperienza lavorativa, età avanzata).
Questo nuovo settore è però caratterizzato dalla totale mancanza di un contratto collettivo che tuteli i lavoratori. Sempre più sovente ci si confronta con contratti che prevedono un pagamento a cottimo, dove le spese sostenute dal lavoratore sono riconosciute unicamente in una millesima parte. Oltre al mancato compenso per l’usura del mezzo e della benzina, si chiede pure al lavoratore di farsi carico dei costi derivanti dall’acquisto del materiale necessario per lavorare (per esempio il power bank), oppure, addirittura, di mettere a disposizione un fondo cassa con soldi propri. Naturalmente neppure il tempo di attesa viene retribuito e il risultato dell’operazione è quella di lasciare queste persone con un pugno di franchi in mano, nonostante l’impegno lavorativo abbracci parecchie ore giornaliere.
Inutile dire che questo modo di agire, oltre ad essere contrario alle più basilari regole contrattuali, va a colpire nuovamente quella parte di popolazione già più debole.
Invitiamo dunque i lavoratori del settore a prestare particolare attenzione alle condizioni contrattuali proposte da queste aziende e a contattarci nel caso di dubbi o di abusi in merito.
Chiediamo altresì alle autorità preposte di chinarsi sull’argomento ed effettuare un controllo sistematico di queste aziende, che stanno registrando un forte sviluppo.
OCST è certamente a disposizione per raccogliere le casistiche più dubbie e auspica l’apertura di un dialogo al fine di trovare delle soluzioni contrattuali condivise e al passo con i tempi.
Per maggiori informazioni: Robertino Bay (079 797 79 51) e Diana Camenzind (091 751 30 52)
 

Campagna Respect8-3.ch

È in pieno svolgimento nel Sopraceneri la campagna di sensibilizzazione per tutte le società con più di 100 dipendenti, che devono sottostare alle modifiche della legge sulla parità, in vigore da luglio 2020.
Già diverse aziende e strutture sociosanitarie si sono dette interessate a far parte del progetto che prevede l’inserimento delle aziende virtuose in una lista bianca, quale simbolo di rispetto della parità salariale.
Appartenete ad un’azienda con più di 50 dipendenti e volete accertarvi che sussista la parità salariale? Contattateci al numero: 091 751 30 52.

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