L'Ufficio Frontalieri OCST dal 1984 è il principale riferimento a livello cantonale per tutti i frontalieri attivi sul territorio del Ticino. La sua utilità, riconosciuta anche dalle imprese e dagli organi istituzionali italiani e ticinesi, si estende a diverse attività:

- Fornisce consulenza ai lavoratori e alle imprese in materia di coordinamento dei sistemi nazionali di sicurezza sociale (status fiscale, previdenziale ed assicurativo dei frontalieri, assegni familiari, disoccupazione, Regolamenti UE e Convenzioni bilaterali tra Italia e Svizzera, ecc.).

- Tutela la salute del lavoratore con convenzioni mediche appositamente studiate.

- Coordina la presenza e la collaborazione degli attivisti iscritti all’OCST nei vari paesi di frontiera.

- Fornisce consulenza agli organi istituzionali svizzeri e italiani per la definizione della legislazione riguardante i lavoratori frontalieri.

Di grande importanza per i frontalieri sono i servizi offerti dalla CISL su tutto il territorio italiano, e in particolare l'Assistenza Fiscale. Gli iscritti all'OCST possono infatti godere di tutte le convenzioni previste per i soci CISL.

 

 

Il sindacato OCST è lieto di offrirvi un webinar tematico dedicato al nuovo Accordo sulla tassazione dei lavoratori frontalieri.
Il webinar prevede l'intervento dettagliato sul tema in oggetto a cura dello staff OCST che ha partecipato alle trattative.

È arrivata poco prima di mezzanotte la firma del premier italiano Giuseppe Conte sul nuovo DPCM che resterà in vigore fino al prossimo 3 dicembre. Sulla base del nuovo Decreto alcune Regioni potranno essere definite quali “zone rosse”, ovvero soggette ad un lockdown quasi totale con l’assoluto divieto di uscire di casa se non per motivi di lavoro, di salute o di comprovata necessità (quali l’assistenza urgente a terze persone, spesa alimentare, ecc.).

Le trattative per il rinnovo dell’Accordo fiscale sulla tassazione dei lavoratori frontalieri sono ormai entrate nel vivo e, stando alle dichiarazioni odierne (lunedì 28 settembre) del Consigliere federale Ignazio Cassis, la firma sul nuovo Accordo sembra essere vicina.
Ricordiamo che il nuovo Accordo fiscale fu negoziato nel 2015 ma non fu mai firmato dai Governi nazionali a causa delle forti opposizioni mosse dai sindacati, dai Comuni di frontiera e dalle associazioni economiche.

Come già preannunciato ieri (lunedì 28 settembre), la firma sul nuovo Accordo fiscale relativo alla tassazione dei lavoratori frontalieri sembra essere molto vicina.
Dopo l’indiscrezione diffusa ieri dal Consigliere federale Ignazio Cassis e confermata dal nostro sindacato, oggi è stato il turno del premier italiano Giuseppe Conte che al termine dell’incontro istituzionale con Simonetta Sommaruga, Presidente della Confederazione Elvetica, ha dichiarato come siano “stati fatti progressi nel negoziato sul trattamento fiscale dei lavoratori frontalieri: vogliamo un Accordo quanto più possibile favorevole nel reciproco interesse a auspichiamo che possa essere raggiunto entro fine anno”.
L’Ufficio frontalieri del nostro sindacato, da sempre molto attivo in questa partita, è in costante contatto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano e con le autorità svizzere. Nei prossimi mesi sono in programma alcuni incontri molto importanti dove verranno discusse alcune proposte di modifica al testo del 2015 che – ce lo auguriamo – potranno essere accolte limitando fortemente l’impatto dell’Accordo sui lavoratori.
Faremo di tutto al fine di influenzare i negoziati, con in testa un concetto molto chiaro: non vogliamo rincari insostenibili sui redditi dei frontalieri e nemmeno provvedimenti che mettano in crisi l’economia di frontiera.
Da parte dei Ministeri competenti vi è – come detto – grande apertura in questo dialogo che porteremo avanti con tutta la nostra forza.

I decreti sicurezza approvati un anno fa dal Governo italiano avevano creato un bel grattacapo per i lavoratori frontalieri, i quali – in virtù dei decreti stessi – non potevano più utilizzare la propria auto aziendale immatricolata in Svizzera su suolo italiano; il rischio era infatti quello di incorrere in pesanti multe e nel sequestro del mezzo.