Il 7 febbraio 2021 si festeggiano i 50 anni del diritto di voto alle donne in Svizzera. Il nostro è stato l’ultimo Paese in Europa a fare questo passo preceduto, in modo pure tardivo, due anni prima dal Ticino. Un anniversario da festeggiare dunque, ma che non deve rendere orgoglioso il nostro Paese. Deve invece renderlo attento e vigile sullo stato delle cose oggi e su come configurare il futuro.

Nel 2016 quasi due posti di lavoro su tre retribuiti con un salario inferiore ai 4000 franchi lordi al mese per un lavoro a tempo pieno erano occupati da donne. Le disparità salariali tra donne e uomini sono gradualmente diminuite dal 21,3% nel 2012 al 19,5% nel 2014, per poi passare al 19,6% nel 2016. Secondo l’Ufficio federale di statistica (UST), il 42,9% di queste disparità salariali resta inspiegabile.

La quota inspiegabile delle differenze salariali misurata nel 2018 dall’indagine sulla struttura salariale dell’OFS è ulteriormente aumentata (vedi rapporto dettagliato). Rappresenta mediamente il 45,4% ossia due punti e mezzo in più rispetto al 2016. Travail.Suisse lancia l’allarme: le mezze misure sono inutili. Il Parlamento deve rapidamente avviare una revisione credibile della Legge sull’uguaglianza, con l’intento risoluto di punire coloro che traggono profitto dalla spudorata discriminazione nei confronti delle donne. Perché questo denaro manca alle donne, ma anche ai fondi AVS e alle casse pensione.

Stati generali delle donne