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2020

Il Lavoro n.1 del 6 febbraio 2020 Il Lavoro n.2 del 27 febbraio 2020
Il Lavoro n.3 del 12 marzo 2020 Il Lavoro n.4 del 28 maggio 2020
Il Lavoro n.5 del 18 giugno 2020 Il Lavoro n.6 del 9 luglio 2020
Il Lavoro n.7 del 3 settembre 2020

Prima pagina

I delegati OCST dell’Ente Ospedaliero Cantonale si sono riuniti negli scorsi giorni per affrontare il tema del rinnovo del contratto collettivo di lavoro che scade il prossimo anno. Il periodo di emergenza sanitaria dovuta al Covid ha fatto emergere con evidenza come il personale operante nelle strutture ospedaliere, a tutti i livelli, abbia svolto un ruolo determinante a salvaguardia della salute pubblica, con impegno e dedizione che sono state riconosciute da tutta la popolazione. 
Il comitato OCST-Docenti osserva che l’inizio dell’anno scolastico secondo le modalità dettate dal primo scenario ha avuto un impatto significativo sul lavoro quotidiano dei docenti, anche se inferiore rispetto agli effetti che si avrebbero con il secondo o con il terzo scenario.
Parlare di libera circolazione in Ticino prescindendo dagli effetti che questa ha generato sul nostro mercato del lavoro è superficialità. Questi accordi a livello nazionale hanno creato un indiscusso benessere, ma una parte del paese è rimasta indietro, sta anzi retrocedendo.
Il ruolo del sindacato è di vigilare sul mercato del lavoro e di denunciare le distorsioni che subiscono i lavoratori. È in questo modo che fa politica. È ciò che ha fatto l’OCST in questi anni, cercando di evidenziare le difficoltà che il nostro mercato del lavoro vive quotidianamente. Difficoltà che troppo spesso la politica cerca di nascondere sotto un tappeto, esacerbando il sentimento di impotenza di molte lavoratrici e molti lavoratori.
L’OCST ha sostenuto fin dal primo giorno la proposta di un congedo paternità. La famiglia ha bisogno del supporto di tutta la società.  Nel nostro Paese il sostegno alle donne e alle famiglie alla nascita di un nuovo figlio è troppo debole.