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2019

Il Lavoro n.1 del 24 gennaio 2019 Il Lavoro n.2 del 7 febbraio 2019
Il Lavoro n.3 del 21 febbraio 2019

Prima pagina

Il capitolo 19 dell’enciclica Laborem exer­cens è l’unico che fa riferimento al ruolo della donna nell’ambito lavorativo sotto un titolo insospettabile: «Salario e altre presta­zioni sociali». Questa modalità di presentazio­ne è la prima indicazione che i principi etici ge­nerali del lavoro non fanno nessuna distinzione nell’uguale dignità tra «uomo» e «donna» (così anche nei capitoli 9, 25 e 26).
Del riconoscimento dell’uguale dignità, fa parte anche la necessità di un adattamento del lavoro alle competenze e forze diverse dei due sessi. Se si facesse per esempio infatti finta che uomini e donne abbiano la stessa forze fisica, si lederebbe gravemente la dignità della donna, perché in questo modo si model­lerebbe il mondo del lavoro soltanto sull’idea dell’uomo lavoratore.


 

Martedì 1° maggio si è svolto, presso la sala comunale di Vezia, il tradizionale incontro organizzato dall’OCST in occasione della Festa del Lavoro.
La situazione economica e valutaria e la libera circolazione opprimono sempre più i livelli salariali in Ticino specialmente nei rami e nelle ditte non regolate da un contratto collettivo di lavoro. Sono sempre più numerose le denunce di retribuzione abusiva.
L’OCST, da sempre attenta a questi temi, ha deciso di denunciare nuovamente le notevoli differenze salariali tra il nostro Cantone ed il resto della Svizzera.
Il presidente Bruno Ongaro, ha introdotto gli interventi sottolineando la necessità di recuperare la coesione sociale contro l’individualismo dilagante e lo scarso senso di appartenenza. Solo la solidarietà tra i lavoratori può scongiurare le derive di dumping e sfruttamento che si stanno infiltrando nel nostro mercato del lavoro.
Renato Ricciardi, vice-segretario cantonale, ha presentato alcuni dati statistici sulla distribuzione del reddito disponibile in Svizzera, «Si parla di un divario dell’8 per cento, pari a quasi Fr. 3’800 all’anno tra il Ticino ed il resto della Svizzera.

 Negli ultimi dieci anni, sintomo preoccupante di una situazione di disagio sociale, si viaggia con una media di nove rapine all’anno commesse nel canton Ticino a danno delle stazioni di servizio. Un problema di ordine pubblico al quale i vari corpi di polizia hanno, con molta sensibilità e merito, rivolto una particolare attenzione.

 

Il lavoro domenicale nella vendita, che rimanda in primo luogo all’apertura ricorrente del Fox Town di Mendrisio anche alla domenica, è a un bivio decisivo. Nelle ultime settimane si sono accavallate prese di posizione e iniziative, purtroppo attuate a ranghi sparsi e con insufficiente ponderazione perlomeno nelle loro modalità, che hanno portato in superficie un nervo sensibile e che potrebbero rivelarsi controproducente anche per il Fox Town, al quale va invece riservata una diversa considerazione.

 L'industrializzazione delle valli

Mercoledì 2 maggio, l’OCST ha organizzato una conferenza aperta al pubblico per ricordare uno dei fatti storico-economici più importanti del Canton Ticino, ossia la storia della Monteforno.

Dopo aver visionato il documentario realizzato da Vasco Dones e Silvano Toppi, abbiamo potuto godere di importanti testimonianze di persone che hanno vissuto in prima persona quegli eventi, per esempio Nando Ceruso giunto in Ticino nel 1964 per lavorare alla Monteforno e attualmente vice-segretario cantonale dell'OCST, Romano Rossi, sindaco di Giornico per 36 anni, e non da ultimo, Carlo Franscini ex capo del personale della Monteforno.

Persone che sono state capaci di trasmetterci, anche attraverso interessanti aneddoti, la gioia, il rammarico e la rabbia per qualcosa che poteva essere salvato, ma che come ben sappiamo è caduto in disgrazia. Di seguito proviamo a farvi ripercorrere, con l’ausilio di immagini quei momenti così importanti per tutto il Cantone.